Passa al contenuto principale

Autore: Valentina Trevisan

sistemi per proteggere fotografie digitali watermark

Sistemi per proteggere le fotografie digitali

Capita sempre più di frequente che, clienti vecchi e nuovi mi chiamino lamentando il furto delle proprie fotografie da parte di terzi i quali poi le pubblicano, come proprie, su siti web o social network. Ma quali possono essere i metodi per evitare di subire un furto e per dimostrare poi facilmente la titolarità dello scatto?

Regole per usare le immagini di altri

  • se si trova su internet ed è quindi a mia disposizione, non significa che posso usare uno scatto rinvenuto a mio piacimento;
  • se non sono io l’autore significa che la titolarità appartiene ad altri e che quest’ultimo vanta tutti i diritti sull’opera;
  • se non sono io l’autore e so per certo che l’autore è deceduto da oltre 70 anni allora la fotografie è di pubblico dominio;
  • se sono in dubbio in merito alla titolarità, ho l’obbligo di informarmi e se non ci riesco, cambio fotografia da utilizzare;

Suggerimenti per prevenire l’uso illecito delle proprie fotografie

Esistono dei sistemi per proteggere le fotografie digitali in un’eventuale situazione in cui vi sia un utente che si afferma il legittimo autore dello scatto.

Indicare nome, data e soggetto

In primo luogo bisogna distinguere tra fotografie come opere d’arte e semplici fotografie.

Se vuoi approfondire le definizioni di rimando a questo articolo. In questa sede invece occorre tenere in debita considerazione le attività che deve o può svolgere il fotografo a protezione della propria opera creativa. 

Esistono:

  1. Fotografie come opere d’arte. L’autore dello scatto è titolare di tutti i diritti (morali e patrimoniali) sull’opera, dal momento in cui viene realizzato lo scatto. Non è necessario apporre alla fotografia divulgata in rete alcuna indicazione.
  2. Semplici fotografie: è necessario apporre il nome. Laddove non sia apposto chi. È tuttavia una semplice presunzione, ossia il fotografo autore dello scatto può sempre dimostrare che l’utente era a perfetta conoscenza dell’altruità e quindi ha eseguito consapevolmente la condotta.

Conservare l’originale dello scatto

È inoltre necessario considerare il fatto che, salvo eventi particolari (furto della macchinetta fotografica, perdita di dati, accesso hacker), il fotografo detiene l’originale dello scatto.

In un eventuale giudizio egli sarà legittimato a produrre in giudizio, mediante riproduzione meccanica, il proprio file originario che consente di affermare che lui stesso è l’autore dello scatto.

È quindi importante conservare i files originali (magari in devices esterni tenuti monitorati) ed evitare di cederli a terzi. Inoltre, è importante la gestione, sotto questo punto di vista, della privacy dei soggetti, qualora le fotografie ritraggano persone. Salvo diverso accordo, le fotografie su commissione, essendo veicolo di dati personali, non possono essere conservate per sempre.

Non attiene direttamente all'argomento, ma sappi che mi sono occupata in vari articoli della tutela della persona come soggetto dello scatto: se fai il fotografo di soggetti, è un tema che ti riguarda da vicino. Puoi leggere qualcosa qui: Liberatoria immagini.

Aggiungere dei watermarks

In ogni caso, laddove, a monte, il fotografo voglia tutelarsi da tali situazioni, può apporre al proprio scatto dei watermarks che sottolineano il legittimo titolare dello scatto e che in sostanza impediranno che la fotografia venga utilizzata senza autorizzazione o corresponsione di un compenso.

Il watermark è una sorta di timbro, semi trasparente, che viene applicato alla fotografia prima che la stessa venga pubblicata e resa disponibile online. In questo caso caso l’utilizzo illecito è più complesso dacché l’utente che voglia farne uso dovrà cercare di rimuovere la filigrana a discapito della qualità della fotografia. E in ogni caso sta ponendo in atto in modo consapevole e volontario una condotta illecita.

Gestire bene i diritti sulle fotografie

Per evitare di trovarsi nella situazione in cui, i propri scatti siano diffusi nel mondo della rete da una pluralità di soggetti, magari anche debitamente autorizzati da noi direttamente o per mezzo di terzi, è fondamentale gestire bene i propri diritti sulle immagini.

Nel momento in cui un fotografo scatta, senza committente, è titolare di tutti i diritti morali e patrimoniali. Se li cede a terzi, in via non esclusiva e questi è abilitato poi a cederli ad altri, allora la catena è infinita e dunque il fotografo potrebbe vedere le proprie foto pubblicate ovunque senza poter monetizzare il traffico, se non il primo.

Per evitare quindi dette situazioni è fondamentale regolamentare a monte i diritti, valutare la cessione e la licenza d’uso, stabilire i limiti temporale, le eventuali royalty e compiere una serie di valutazioni fondamentali e preliminari.

Suggerimenti per agire contro chi usa illecitamente le fotografie

Se, nonostante tu abbia adottato questi o altri accorgimenti ma comunque vedi le tue foto pubblicate in canali non autorizzati, puoi agire a tutela dei tuoi diritti morali e anche patrimoniali (salvo tu li abbia ceduti).

Come fare? Ne ho parlato in un articolo dedicato, in cui ho affrontato un case study reale relativo al furto di scatti nell'ambito di un e-commerce: qui.
fare siti web responsive accessibilità usabilità

Progettare siti web: accessibilità e usabilità

Parliamo di accessibilità e usabilità come linee guida (anche legali) per lo sviluppo di un sito internet

Prima di sviluppare un sito che sia SEO oriented, ottimizzato per i motori di ricerca e quindi facilmente raggiungibile da potenziali clienti, è importante tenere in considerazione una serie di dettami e paradigmi che ne garantiscano l’usabilità e l’accessibilità da parte del pubblico.

La legge, in generale, non impone ad un sito web aziendale di essere accessibile e non detta l’usabilità, pena una sanzione. Questo tuttavia non esime dal prendere in considerazione dei principi nel corso della progettazione di uno spazio web aziendale.

I siti web della pubblica amministrazione

Il Codice dell’Amministrazione Digitale, fissa dei principi a cui devono ispirarsi i siti web della pubblica amministrazione.

Il Codice si rivolge, più nello specifico, agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici, agli organismi di diritto pubblico, a tutti i soggetti che usufruiscono di contributi pubblici o agevolazioni per l’erogazione dei propri servizi tramite sistemi informativi o internet.

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha inoltre elaborato delle Linee Guida sull’accessibilità degli strumenti informatici sempre rivolti alla pubblica amministrazione affinchè i servizi erogati da questa mirino all’accessibilità da parte del pubblico. Per quanto afferisce al Web si deve fare riferimento alle Linee Guida WCAG che fissano, tra gli altri, i seguenti principi:

  • Percepibile – Le informazioni e i componenti dell’interfaccia utente devono essere presentati agli utenti in modo che possano essere percepiti. Ad esempio, è necessario prevedere che i contenuti possano essere rappresentati con modalità differenti (layout più semplice) senza perdere informazioni e struttura.
  • Utilizzabile – I componenti e la navigazione dell’interfaccia utente devono essere utilizzabili. Ad esempio, l’utente deve avere il tempo per fruire del contenuti (per leggerlo e per usarlo).
  • Comprensibile – Le informazioni e le operazioni dell’interfaccia utente devono essere comprensibili. Ad esempio, l’utente deve poter essere in grado di percepire che nel momento in cui compie quel segnale di input otterrà quel determinato output.
  • Robusto – Il contenuto deve essere abbastanza robusto per essere interpretato in maniera affidabile mediante una vasta gamma di programmi utente, comprese le tecnologie assistive.

In realtà, i dettami imposti alla pubblica amministrazione possono essere adattati e resi utilli anche per le aziende private nel momento in cui viene sviluppato un sito web: vediamo come.

L’accessibilità del sito web

Con il termine “accessibilità”, il Codice dell’Amministrazione Digitale intende la capacità dei sistemi informatici ivi inclusi i siti web e le applicazioni mobili, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari.

Il fatto che un sito web sia accessibile o meno a persone con disabilità, tra cui la cecità e l’ipovisione, la sordità e la perdita di udito, limitazioni cognitive e dell’apprendimento, ridotte capacità di movimento, disabilità della parola, fotosensibilità può essere misurato attraverso delle Linee Guida WCAG (Web Content Accessibility Guidelines).

L’usabilità del sito web

Con il termine usabilità può intendersi invece la facilità nell’utilizzo della piattaforma, la semplicità nell’acquisizione delle informazioni, l’ottimizzazione sia nella versione desktop che in quella mobile.

L’accessibilità è la caratteristica che consente l’ingresso al sito a coloro che ne hanno difficoltà, mentre l’usabilità è il principio a cui deve ispirarsi la permanenza sulla piattaforma da parte di un qualsiasi utente.

Esistono degli standard da seguire affinchè il sito web si presenti come usabile dagli utenti: trattasi, nel caso dello standard ISO 9241-11:2018.

Nel concreto, l’usabilità si può tradurre in diversi modi, nell’ideazione, progettazione e sviluppo di un sito web.

Ad esempio, il modulo di contatto deve indicare quali sono le informazioni obbligatorie e quelle facoltative. Deve fornire un messaggio di errore nel momento in cui non vengono inseriti tutti i dati e, laddove gli stessi debbano essere inclusi in determinate modalità, devono essere specificate all’utente.

I collegamenti ipertestuali che rimandano a risorse esterne o ad altre pagine interne alla piattaforma devono essere aggiornati. I link devono essere cliccabili e l’utente deve essere messo in grado di sapere che trattasi di collegamento ipertestuale. I collegamenti devono rimandare a risorse aggiornate e non obsolete e devono essere aggiornati (c’è il rischio che l’url sia stato modificato e che quindi il collegamento non rimandi più a quella determinata pagina).

Le immagini devono essere ottimizzate a adeguate al contesto di riferimento. I contenuti aggiuntivi non devono pregiudicare la lettura dei testi, lo scorrimento dei paragrafi o in generale l’esperienza all’interno della piattaforma.

I contenuti devono essere chiari, facilmente leggibili ed intuibili.È inutile inserire contenuti ripetuti più volte all’interno del sito (ad esempio il modulo di contatto in ogni pagina oppure il medesimo collegamento in più punti della stessa pagina). Le troppe informazioni determinano confusione nell’utente che non sarà in grado di capire il percorso da seguire per fruire dell’esperienza offerta dal portale.

Tali paradigmi assumono ancora più importanza nell’ambito di un e-commerce, luogo ove l’utente non solo fruisce di contenuti che gli vengono offerti ma agisce, cercando e scegliendo un bene o servizio tra molteplici, inserendo i propri dati personali, corrispondendo un importo per un bene o un servizio, ricevendo la conferma dell’ordine e successivamente l’erogazione del servizio o la consegna del bene.

Aggiornamento 2022

Sino ad ora ti ho parlato di PA, ma con determinazione n. 177 del 2022 l’AGID ha assunto delle linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici che coinvolgono anche i privati. Attualmente i destinatari degli obblighi sono le aziende che offrono servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni mobili, con un fatturato medio, negli ultimi tre anni di attività superiore a cinquecento milioni di euro.

Ma dal 28 giugno 2025, tutti gli e-commerce dovranno adeguarsi, a prescindere dalla grandezza dell’azienda. È quindi bene iniziare a creare dei siti web e degli e-commerce accessibili.

Come avrai intuito, ormai ufficio legale ed ufficio IT, anche se entrambi esterni ad un’azienda, devono fortemente collaborare, anche per evitare che l’IT rischi di commettere delle violazioni. E dunque, se ti occupi di sviluppo siti web o gestisci questi temi ti suggerisco di non tralasciare approfondimenti.

PPhoto by Carl Heyerdahl on Unsplash

presentazione power point slides keynote

Il copyright nelle presentazioni PowerPoint o Keynote

L’insegnante che inserisce all’interno della sua presentazione Power Point, testi, fotografie o altri contenuti multimediali atti ad arricchire l’esposizione, viola il copyright? Deve ottenere l’autorizzazione dal titolare dei diritti su tali opere?

Accade spesso infatti, che i contenuti delle slides non provengano esclusivamente da colui che sta esponendo le diapositive, ma che vengano utilizzati contenuti di altri per rendere l’insegnamento più piacevole.

Il diritto di eseguire, rappresentare o comunicare

Ebbene, l’art 1 della legge sul diritto d’autore (n. 633/1941) protegge le opere dell’ingegno a carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro, alla cinematografia, qualsiasi ne sia la forma di espressione. Il successivo art 15, include, tra i diritti spettanti all’autore (e quindi, al fotografo, al musicista, allo scrittore) il diritto di eseguire e rappresentare o recitare in pubblico l’opera (per scoprire gli altri diritti puoi cliccare qui).

Può dirsi “esecuzione” dell’opera l’inserimento della stessa all’interno di una presentazione PowerPoint atta ad essere utilizzata in un meeting, trasmessa ai partecipanti ad un convegno, o fruita nell’ambito del training aziendale.

Il docente può usare contenuti altrui senza consenso?

A quanto sino ad ora detto, il diritto di eseguire l’opera compete in modo esclusivo all’autore della stessa. Il fotografo quindi non potrebbe vedersi inserita una propria opera all’interno di una presentazione PowerPoint.

Tuttavia esistono delle eccezioni al diritto dell’autore. Tali eccezioni consentono al docente di usare il materiale (foto, testo) per le proprie slides.

  • Opere letterarie. L’insegnante può usare riassunti, può eseguire citazioni, può riprodurre brani o parti di brani in modo libero a fronte del fatto che gli stessi vengono eseguiti a scopo di insegnamento o ricerca scientifica.
  • Opere fotografiche. L’insegnante può utilizzare liberamente immagini e musiche a bassa risoluzione e degradate pubblicandole attraverso la rete internet in quanto vengono utilizzate a scopo didattico o scientifico.

Il docente vanta il copyright sulla presentazione powerpoint?

Un’opera dell’ingegno per essere tutelata dal diritto d’autore deve avere carattere creativo. È sufficiente un atto creativo anche minimo e non coincidente necessariamente ed esclusivamente con quella di novità assoluta dell’opera; è richiesta una personale, individuale ed originale espressione.

Le slides e il materiale didattico per il solo fatto di essere un agglomerato di testo, fotografie e altri contenuti multimediali sono di norma utilizzati con il precipuo scopo di insegnamento e non di valorizzazione dell’aspetto esteriore della stessa, può comunque godere della tutela aurorale laddove sia dotato di carattere creativo. A tale conclusione è pervenuta di recente anche la giurisprudenza tributaria, seppure in altro contesto (Comm. trib. regionale Lombardia Milano Sez. XIX Sent., 08/05/2019).

Puoi ascoltare la versione audio di questo articolo cliccando qui sotto.

https://open.spotify.com/episode/0V9kyj8fStKxo97djTUJs2

Photo by Teemu Paananen on Unsplash

font open source caratteri tipografici gratuiti

OFL: Font gratuiti per usi commerciali

Cosa sono i font open source?

Esistono dei caratteri tipografici gratuiti e liberamente utilizzabili per finalità commerciali e personali. Open Font Licence (OFL) è, infatti, una licenza che consente al grafico che ha scelto quel particolare carattere tipografico, di utilizzarlo liberamente senza necessità di richiedere autorizzazione o di pagare un compenso all’autore. Si parla in questo caso di open source come per i software; il font è infatti un programma per elaboratore.

Font e copyright: cosa devi sapere

I caratteri tipografici sono giuridicamente qualificati e tutelati. Il diritto infatti si occupa dei caratteri tipografici sia dal punto di vista del designer (autore) che disegna il carattere, sia dalla parte del creativo che ne fruisce. Ti consiglio di leggere questo articolo: Font, diritto d’autore e licenza d’uso per capire cosa puoi o non puoi fare con il font e come tutelare la tua opera.

Ho anche approfondito la licenza di alcuni dei siti più famosi che raccolgono caratteri tipografici, e analizzato le licenze che gli stessi propongono. Mi riferisco a: Dafont.com che viene presentato come “Archive of freely downloadable fonts” (clicca qui per conoscere la distinzione tra uso personale e finalità commerciale) e a Rentafont.com che offre la possibilità di noleggiare i caratteri tipografici (clicca qui per conoscere gli aspetti più importanti degli user agreement).

Font e open source

In questo post analizziamo quindi i font liberi da diritti, ovvero i caratteri tipografici liberamente utilizzabili dagli utenti. Questo tipo di licenza open source è stata elaborata dalla SIL International. Per comprendere facilmente cosa si intende per font open source, puoi tenere conto di questa affermazione.

L’autore dello scatto, di norma, è titolare di tutti i diritti sull’immagine (“tutti diritti riservati”), ma può decidere di consegnarla al pubblico dominio (“nessun diritto riservato”), consentendo, ad esempio, agli utenti del web di utilizzare, rielaborare, modificare l’immagine (come ad esempio avviene per Unsplash).
Analogamente, colui che crea un carattere tipografico può decidere di concederlo in uso con una licenza che preveda il pagamento di un compenso oppure può consentire agli utenti di utilizzarlo liberamente, senza limiti.

In quest’ultimo caso si parla di font open source. Il grafico che sceglie un carattere tipografico open source potrà utilizzarlo nelle proprie creazioni (loghi, brochure, cataloghi, online e offline), potrà modificarlo, distribuirlo. Il creativo non potrà invece vendere il font singolarmente. Il font potrà essere concesso solo unitamente alla propria opera.

Un esempio? Google Fonts

Google Fonts è un tool di Google che offre caratteri tipografici in modo gratuito e open. I fonts sono liberamente utilizzabili per uso personale ma anche per finalità commerciali. Ciò significa che colui che sceglie quel carattere può utilizzarlo in modo libero, senza alcuna autorizzazione o corresponsione di compensi o canoni.

Con riguardo alle specifiche modalità di utilizzo, in linea con quanto in generale esposto, anche Google precisa che l’utente ha la facoltà di utilizzare liberamente i caratteri in tutti i progetti e prodotti, a stampa o digitali, commerciali o per altri usi; l’unico limite è che è inibita la vendita del font singolarmente considerato.

Gli e-book di Legal for Creativity

E-book gratuito sugli aspetti legali dei caratteri tipografici

Ho preparato per te un approfondimento gratuito sulle licenze di utilizzo dei font; sulle cose da ricordare quando volete un font bellissimo ma non sapete se è gratuito per tutti usi; sulle cose da annotare quando trovate sulla vostra libreria un carattere tipografico perfetto da usare ma non ricordate se e come si deve pagare una royalty..

Per scaricare il pdf ti basterà compilare il form di seguito riportato. Se sei già iscritto alla newsletter ti apparirà un link che ti consentirà di accedere direttamente al contenuto.

layout sito web architettura struttura opera creativa copyright

Il layout di un sito web è protetto da copyright?

Il layout del sito web non è tutelato espressamente dalla legge: questo significa che non può essere protetto da copia o imitazione?

Come tutelare un sito web prima della pubblicazione

Partiamo dalle premesse

La creazione di un sito web aziendale o professionale può avere svariate finalità, come: attirare nuovi clienti, fidelizzare quelli esistenti, costruire un canale di vendita tramite l’e-commerce, diffondere approfondimenti su una determinata tematica, acquisire maggiore credibilità sul mercato, far conoscere la propria realtà imprenditoriale..

L’azienda o il professionista che decidono di creare un sito web compiono delle scelte che coinvolgono grafici, sviluppatori web e in generale l’ufficio marketing. Sostanzialmente, per layout di un sito web, può intendersi l’architettura e la struttura del portale. Di norma ciò che è visibile dall’utente finale, è frutto di specifiche scelte relative a combinazioni cromatiche, ai caratteri tipografici, alla disposizione del menu, del testo, degli elementi multimediali.

Anche a livello di tutela giuridica è opportuno distinguere il front-end e il back-end del portale. Il front-end è ciò che l’utente vede, tipicamente, l’interfaccia grafica; il back-end è invece, il software ovvero il codice sorgente che viene interpretato dall’elaboratore il quale poi restituisce il layout della piattaforma.

Copyright: il layout del sito web come opera dell’architettura

Il layout del sito web non è specificatamente contemplato dalla legge a protezione del diritto d’autore. Tuttavia, l’elenco delle opere protette fornito dalla normativa è esemplificativo e non esaustivo: ciò significa che se il layout del sito è dotato di creatività, allora può trovare protezione dalla legge. È tuttavia importante individuare i requisiti affinché il sito possa qualificarsi come opera dell’ingegno avente carattere creativo.

Se ti sei perso cosa significa, giuridicamente, creatività, puoi approfondire il tema andando a leggere l'articolo dedicato:Che cos'è la creatività?

Il layout, come struttura e come progetto creativo potrebbe astrattamente farsi rientrare tra le opere dell’architettura. La normativa citata infatti, all’art 2 n. 5 comprende, tra le opere meritevoli di protezione, i disegni e le opere dell’architettura.

TI ricordo che il diritto d’autore sull’opera nasce al momento della creazione e non richiede registrazione. Questo significa che per godere della tutela accordata dalla legge non è necessario il deposito del progetto creativo del sito alla SIAE o ad altro ente.

Per sapere quali sono i diritti che ti spettano come autore dell'opera, ti suggerisco di leggere l'articolo dedicato, è molto schematico ma ti consente di sapere in elenco le distinzioni da fare (morali/patrimoniali ad esempio): qui.

Registrare un sito web: il design industriale

Sempre con riguardo al front-end e quindi al layout delle pagine, ai profili grafici, alla struttura del menu, alla collocazione degli elementi, alla scelta dei colori la tutela può essere ulteriore. Mi riferisco alla possibilità di registrare il layout come opera di design.

La tutela del layout di un sito web come prodotto di design industriale è un argomento interessante che può acquisire indubbia importanza sopratutto con riguardo ai siti web che costituiscono progetti che acquisiscono notorietà tra gli utenti.

In realtà, il layout di un sito web può essere protetto sia se registrato sia se non registrato: con tempi e modalità diverse. Ho approfondito l'argomento sull'articolo dedicato, a cui ti rinvio: Registrare il layout di un sito web, come fare.

Software: il codice sorgente come opera letteraria

Fino ad ora abbiamo disquisito sulla proteggibilità del front-end di un sito web. Tuttavia, potrebbe astrattamente dirsi tutelabile anche il back-end dello stesso, ovvero il codice sorgente che è stato scritto dallo sviluppatore.

In questo caso la protezione non è accordata all’interfaccia grafica, ovvero a ciò che l’utente vede navigando sul sito, bensì al linguaggio utilizzato per programmare il portale. In realtà, questo meccanismo di protezione, pur essendo automatico, è limitativo dacchè, una medesima struttura visiva potrebbe ricavarsi anche dall’utilizzo di diversi codici sorgente.

Anche sotto questo punto di vista quindi, un sito web può essere tutelato. Al pari dell’interfaccia grafica, trattandosi sempre di copyright, la tutela del codice sorgente è automatica e non serve registrazione.

La fase di progettazione di un sito web

Se sei però in una fase di progettazione del sito, mi sento di richiamare anche altri concetti, per così dire antecedenti alla pubblicazione. E infatti di fondamentale importanza è anche la fase antecedente rispetto alla pubblicazione del sito web, ossia l’ideazione, la progettazione, la scrittura, lo sviluppo.

Sotto il profilo più prettamente tecnico, esistono delle buone norme che dovrebbero essere tenute in considerazione in fase di ideazione di un sito: mi riferisco ai concetti di usabilità e accessibilità di un sito web, che talvolta possono avere implicazioni anche legali (mi riferisco ai siti delle pubbliche amministrazioni).
Sotto il profilo più prettamente giuridico, un sito web, sin dalla progettazione, deve presentare taluni elementi. Mi riferisco, alle indicazioni dell'azienda, ai flag nei contatti, alla privacy policy e cookie banner. Ho riportato gli elementi in modo schematico in questo articolo: Sito web cosa deve avere.

I miei suggerimenti se stai sviluppando un sito internet

Come avrai intuito, le cose da tenere in considerazione sono molte e varie. Per questo quindi il mio suggerimento è di pensare ai profili di tutela sin dall’inizio, dalla progettazione. Ed oltre ai profili di tutela, serve anche avere attenzione ai requisiti di accessibilità e ai limiti imposti dalle normative di nuova introduzione. Per questo quindi potrebbe essere un’attività che ti sconsiglio di fare in autonomia.

Photo by Halacious on Unsplash

Rielaborazione e modifica di fotografie: requisiti e limiti

Il diritto di elaborare lo scatto consiste nella facoltà di apportare delle modifiche in qualsiasi forma, eseguire delle trasformazioni, aggiunte, adattamenti, variazioni all’immagine. In via meramente esemplificativa, tali attività possono consistere nella modifica del colore di sfondo in una panoramica, nell’estrapolare il cielo per utilizzarlo per un’altra opera, nel cambiare il colore dell’incarnato o snellire la figura della persona ritratta, nel cancellare le imperfezioni dello scatto o aggiungere elementi nuovi.

L’art 2 n. 7 della Legge n. 633/1941 annovera, tra le opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore, le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia. L’art 18 della medesima normativa, contempla il diritto esclusivo, spettante al fotografo, di elaborare l’opera.

Ebbene, nella situazione più semplice, il diritto di elaborare l’opera fotografica spetta al fotografo che ha eseguito lo scatto. Vi sono però una serie di altre ipotesi in cui, chi ha premuto il click non risulta essere colui che può lecitamente introdurre modificazioni dell’opera.

  • Datore di lavoro: se il fotografo è un lavoratore dipendente, il datore di lavoro è di norma titolare del diritto di modificare o rielaborare gli scatti (il titolare infatti vanta i diritti di natura patrimoniale sugli scatti, tra cui, tra gli altri, il diritto previsto dall’art 18 LdA);
  • Committente: se il fotografo ha eseguito degli scatti su commissione, le parti possono pattuire contrattualmente che il committente-cliente acquisti altresì la facoltà di modificare o rielaborare gli scatti, di creare eventualmente un’opera nuova partendo da quella precedente (NB: dei rapporti con il cliente nell’ambito delle violazioni al diritto d’autore ne ho già parlato qui: Freelancers vs customer: il grafico, il videomaker, il web developer).
  • Acquirente: se il fotografo che ha eseguito gli scatti successivamente decide di cederli ad un potenziale acquirente, le parti possono prevede che l’acquirente-cliente acquisti il diritto di apportare variazioni, aggiunte o qualsiasi altra modificazione all’opera ceduta.

Il grafico freelance o il visual designer

Per effetto di quanto sino ad ora detto, colui che si occupa della comunicazione visiva per conto del proprio cliente, non può lecitamente apporre delle modifiche su uno scatto rinvenuto sul web. In altri termini, non può rielaborare uno scatto altrui, modificare lo sfondo, recuperare il cielo, scontornare il prodotto e utilizzare l’immagine come ottenuta senza autorizzazione.

Per eseguire tali attività è necessaria l’autorizzazione da parte del legittimo titolare dei diritti sulla stessa (tale limite non sussiste laddove la foto sia di pubblico dominio). Ottenuto il consenso, l’opera come realizzata dal grafico, se dotata di gradiente creativo è protetta come opera derivata ai sensi dell’art 4 LdA.

Ciò significa che all’interno dell’opera realizzata dal grafico sarà possibile rinvenire: l’opera originaria i cui diritti permangono in capo al fotografo e l’opera derivata i cui diritti risultano sussistere in capo al grafico.

Un esempio è il manifesto “Hope” realizzato da Shepard Fairey ed utilizzato nella campagna elettorale di Barack Obama. In quell’occasione l’artista sarebbe stato accusato di violazione del copyright sullo scatto in capo all’Associated Press e al fotografo che aveva materialmente eseguito il click, Mannie Garcia; non vi era stata infatti alcuna autorizzazione da parte di tali soggetti, all’utilizzo e alla rielaborazione dell’immagine.

Il postproduttore fotografico

Volendo semplificare, il fotoritoccatore è colui che interviene nella fase successiva allo scatto, eseguendo degli adattamenti o delle variazioni ed apportando delle migliorie all’immagine eseguita dal fotografo. Tali attività, in linea teorica, potrebbero riguardare anche la modifica dell’incarnato, lo snellimento della figura o l’esecuzione di altre attività che hanno ad oggetto la persona ritratta.

Ebbene, nel momento in cui il fotografo incarica il post-produttore ad eseguire dei ritocchi fotografici è egli stesso a conferire al soggetto il potere di rielaborare le immagini. Laddove tuttavia siano coinvolte persone, è necessario che il post-produttore accerti la sussistenza del consenso, rilasciato dal soggetto ritratto, di apporre tali modificazioni o che comunque il fotografo confermi di essere titolare del diritto di eseguire rielaborazioni.

Photo by JESHOOTS.COM on Unsplash

lavora con noi sito web curriculum ricerca lavoro

Sito web: il pulsante “lavora con noi”

La privacy dei lavoratori è importante a partire dalla fase di recruiting di un nuovo talento, durante i colloqui per l’assunzione di creativo e per l’eventuale conservazione anche in vista di una futura collaborazione: quali sono le regole GDPR?

La privacy dei lavoratori di un’agenzia di comunicazione

La gestione del trattamento dei dati personali dei lavoratori di un’agenzia di comunicazione, è un’attività fondamentale in quanto la conformità a GDPR non può essere vagliata solo con riguardo a clienti e fornitori ed essere un adeguamento formale.

Il corretto trattamento dei dati personali dei lavoratori, richiede lo svolgimento di un audit approfondito sul flusso dei dati personali interni, l’elaborazione della documentazione aggiornata e corretta in base ai servizi di marketing svolti e l’ideazione di procedure e policy fondamentali per una corretta gestione del lavoro, anche in smart working. Senza contare tutto il problema della sicurezza dei dati e credenziali, backup e strumenti di lavoro.

Peraltro, l’attenzione ai dati personali dei lavoratori può essere vista anche sotto il profilo etico e costruire uno degli impegni costanti nell’ambito degli obiettivi di sostenibilità sociale, uno dei pilastri dei criteri ESG che connotano le società benefit ma che dovrebbero ispirare qualsiasi agenzia di comunicazione.

La privacy nel processo di assunzione di un lavoratore

La fase preliminare all’instaurazione di un rapporto di lavoro richiede comunque un trattamento di dati personali che deve essere impostato dall’agenzia in modo corretto.

Si tratta di dati personali che vengono trattati nell’ambito della ricerca di nuovi talenti creativi, della procedura di recruiting (magari appoggiandosi ad un ente esterno), per la conservazione dei curriculum o anche spediti volontariamente dal freelance all’agenzia di marketing tramite e-mail per una candidatura spontanea.

Ancora più nello specifico, parliamo del caso in cui, come di solito accade, la procedura sia gestita online tramite delle applicazioni che elaborano una notevole mole di dati.

La candidatura del lavoratore tramite sito internet

I form privacy di candidatura in un sito internet

Nei siti web dotati di pagina dedicata al recruiting sono frequenti due situazioni:

  • il sito richiede al candidato di apporre al curriculum che allega, il “consenso per il trattamento dei dati personali”;
  • il form richiede la spunta alla casella “presto il consenso” con collegamento ipertestuale all’informativa estesa.

Queste sono le situazioni di base. In ragione al tipo di agenzia potrebbero essere aggiunti altri profili. Ad esempio:

  • il lavoratore prima di inviare la candidatura dichiara di aver letto il codice etico, preso visione della mission aziendale e dei principi che ispirano l’attività dell’azienda;
  • il lavoratore deve inserire i propri dati all’interno di form in quanto la candidatura viene gestita in modo parzialmente automatizzato tramite un gestionale che dovrà quindi certamente essere gestito a livello privacy;
  • il lavoratore accetta che i propri dati vengano acquisiti da una società esterna HR che sarà nominata responsabile del trattamento;

Tutte queste attività implicano policy documenti e procedure. Se non sei certo, come agenzia, di star gestendo correttamente i dati, ti suggerisco di fare un audit.

Vecchio codice privacy

Durante il vigore della precedente versione del Codice Privacy (dlgs 196/2003), per quanto afferiva ai dati personali che venivano trattati per le precipue finalità di concludere un contratto di lavoro, non era necessario che il candidato esprimesse preventivamente il consenso. Invero:

  • L’art 13 del Codice indicava quali erano gli elementi che doveva possedere un’informativa adeguata. Al comma 5 era prevista un’eccezione con riguardo alle candidature e al momento in cui il candidato dovesse essere informato delle modalità e finalità di trattamento. La disposizione disponeva che L’informativa di cui al comma 1 non è dovuta in caso di ricezione di curricula spontaneamente trasmessi dagli interessati ai fini dell’eventuale instaurazione di un rapporto di lavoro. Al momento del primo contatto successivo all’invio del curriculum, il titolare è tenuto a fornire all’interessato, anche oralmente, una informativa breve contenente almeno gli elementi di cui al comma 1, lettere a), d) ed f);
  • L’art 23 del Codice, prevedeva infatti che quando il trattamento riguarda dati contenuti nei curricula, nei casi di cui all’articolo 13, comma 5-bis il consenso non era richiesto.

A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento UE 2016/679 e delle modifiche apportate dal D.L. 14 giugno 2019, n. 53, dal D.M. 15 marzo 2019 e dal Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 101, dette disposizioni sono state abrogate.

È stata tuttavia introdotta una nuova disposizione avente il medesimo tenore e facente espresso riferimento a quanto disposto dal Regolamento Europeo.

L’invio della candidatura tramite form online: cosa dice il GDPR

La normativa comunitaria, prevede infatti che laddove i dati personali vengano trattati al fine di dare esecuzione ad un accordo, non sia necessario l’espresso consenso al trattamento dei dati personali. È invece sufficiente la presa visione delle modalità con cui detti dati verranno trattati.

Per gli addetti ai lavori, la distinzione relativa allo sviluppo di un sito web, si traduce in questo senso:

  • l’espresso consenso al trattamento dei dati personali presuppone due caselle: accetto-presto il consenso oppure non accetto-non presto il consenso ;
  • la presa visione presuppone un’unica casella: dichiaro di aver letto e compreso quanto indicato nell’informativa sul trattamento dei dati personali.

Peraltro, se ti occupi verticale di costruire siti internet ho parlato varie volte del tuo lavoro, sia in ambito privacy, sia contrattualistica, sia con riferimento alle note legali delle pagine.

La nuova normativa nazionale all’art 111bis prevede: “Le informazioni di cui all’articolo 13 del Regolamento, nei casi di ricezione dei curricula spontaneamente trasmessi dagli interessati al fine della instaurazione di un rapporto di lavoro, vengono fornite al momento del primo contatto utile, successivo all’invio del curriculum medesimo. Nei limiti delle finalità di cui all’articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del Regolamento, il consenso al trattamento dei dati personali presenti nei curricula non è dovuto“.

Regole privacy per la recruting page su sito web

Nell’elaborazione di una recruiting page sono da tenere a mente alcune regole.

1) La dicitura privacy nel curriculum del candidato

Non si deve chiedere che il curriculum presenti la dicitura “Autorizzo il trattamento dei miei dati personali presenti nel curriculum vitae ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196, del GDPR (Regolamento UE 2016/679)” o simili.

2) Il form del sito internet per l’invio della candidatura

Il form del sito per la trasmissione del curriculum non deve richiedere l’espresso consenso al trattamento dei dati personali; può invece fornire il collegamento ipertestuale all’informativa consentendo al candidato di prenderne visione prima della trasmissione della candidatura;

3) Il trattamento dati per la fase di colloquio

In ogni caso, un’adeguata informativa circa il titolare del trattamento, le finalità del trattamento, eventuali destinatari, il periodo di conservazione dei dati, l’esistenza dei diritti dell’interessato e tutte le indicazioni previste dall’art 13 del GDPR verranno fornire al primo contatto utile (che potrà aversi tramite riscontro e-mail) tra l’azienda e il candidato.

4) La nomina dei soggetti esterni che trattano i dati dei candidati

I soggetti esterni che si occupano di tutta la procedura di candidatura, devono essere nominati responsabili del trattamento. Se poi c’è un gestionale, potrebbe essere necessario svolgere una valutazione d’impatto in quanto i dati personali potrebbero essere molti, in base al tipo di azienda o di agenzia.

5) La privacy nell’archiviazione e nella conservazione dei curriculum

Molte agenzie mi dicono che i curriculum loro li conservano per sempre perchè di fatto le e-mal non le cancellano e perchè comunque hanno una cartella dove pescare i candidati anche in futuro magari per qualche lavoro a spot. Certo, poi aggiungono, dopo un pò di tempo non è attuale il curriculum, ma di fatto rimane all’interno del computer o dei server.

Fondamentale, analizzare il flusso di dati e definire una data retention policy così poi da riportare nell’informativa il periodo di conservazione dei dati, che dovrà comunque rispettare i principi fissati dal regolamento.

Queste regole vanno rispettate sia che sia tu, agenzia a voler arruolare altri lavoratori creativi, sia che tu vada a costruire un sito internet per conto di un tuo cliente. In questo caso sarà lui a veri attivare per definire bene queste procedure, ma potrebbe accadere che chieda a te, che costruisci il sito, di prevedere i flag.

Il Team Privacy di Legal for Creativity lavora per e con le agenzie di comunicazione anche in questi progetti verticali di consulenza legale.

    Photo by Emmanuel Kontokalos on Unsplash

    Che cos’è la creatività? Le regole per gli imprenditori digitali e creativi

    Cos’è giuridicamente la creatività e quando una grafica, una proposta creativa, un layout possono essere originali, tutelabili nei confronti dei competitor e nei confronti del cliente finale? Parliamone.

    La regola generale del copyright

    Secondo il disposto di cui all’art 1 della Legge n. 633/1941, un’opera dell’ingegno per godere della protezione accordata dalle legge, deve presentare carattere creativo.

    Nel linguaggio comune, con il termine creatività, si intende, la capacità di creare, con la mente e con la fantasia.

    La legge poi fa un elenco di opere creative, che non deve considerarsi esaustivo. Alcune le ho trattate direttamente su alcuni articoli, come ad esempio, il design di un prodotto o la corporate idendity di un’impresa, senza contare chiaramente tutti i contenuti dedicati agli approfondimenti di loghi e marchi d’impresa.

    Possiamo quindi iniziare individuando quali sono gli elementi della tua attività che possono essere considerate opere creative.

    Per la tutela legale serve un atto creativo minimo

    Secondo la giurisprudenza costante, un’opera dell’ingegno riceve protezione, a condizione che in essa sia riscontrabile atto creativo, seppur minimo, suscettibile di manifestazione nel mondo esteriore (Trib Milano, 13.10.2015). Detta nozione non coincide necessariamente ed esclusivamente con quella di novità assoluta dell’opera, ma si riferisce anche alla personale, individuale ed originale espressione di una oggettività, per cui, ai fini della tutela, rileva la semplice sussistenza di un atto creativo.

    Nell’ambito degli scatti fotografici, non tutti possono dirsi connotati di carattere creativo. Le fotografie prive di carattere creativo, ossia quelle che si limitano alla mera riproduzione di luoghi, panorami, monumenti, colti nella loro naturale obiettività, senza che il fotografo abbia in qualche modo ricercato e realizzato elaborazioni di colore, tagli particolari, effetti di luce e di ombra, prospettive inusuali di paesaggio e di architetture, frutto di precise scelte estetiche e tecnico artistiche non godono della tutela piena del diritto d’autore, ma di quella più limitata di cui agli artt 87 cc.

    Ho parlato dei profili legali dei ritratti, della privacy per fotografi, della proprietà dei file originali, di contratti per post produzione fotografica, ma anche delle attività di rielaborazione.

    Idee e nozioni semplici

    La creatività non può pertanto essere esclusa soltanto perché l’opera consiste in idee e nozioni semplici, ricomprese nel patrimonio intellettuale di persone aventi esperienza nella materia. Le idee possono ad esempio essere rappresentate in maniera personale ed autonoma rispetto a quanto precedentemente noto.

    In via esemplificativa, la mera preparazione di slides e/o materiale didattico non necessariamente è priva di carattere creativo. Invero, la modalità di costruzione e presentazione dei contenuti, nonché il personale e originale contributo dell’autore nella scelta e nella realizzazione di modalità espressive e comunicative (anche non nuove nello strumento materiale adottato), originali e personali, possono pertanto essere tutelabili ai sensi della Legge a protezione del diritto d’autore. di fatto quindi anche una presentazione power point può essere considerata un’opera creativa tutelata dal diritto d’autore.

    La tutela della forma del lavoro creativo

    Inoltre, la creatività non è costituita dall’idea in sé, ma dalla forma della sua espressione, ovvero dalla sua soggettività, di modo che la stessa idea possa essere alla base di diverse opere che sono o possono essere diverse per la creatività soggettiva che ciascuno degli autori spende e che, in quanto tale, rileva ai fini della protezione.

    La questione più interessante può porsi con riferimento all’arte contemporanea, non connotata da una particolare forma espressiva; in tali situazioni la forma esterna può estrinsecarsi in un qualcosa di molto semplice. Infatti, in queste opere non vi è una particolare tecnica pittorica o architettonica, ma un’idea di fondo, che pertanto in linea teorica non potrebbe essere destinataria della tutela accordata dalla normativa. Secondo Francesco Bonami, in Lo potevo fare anch’io (che vi consiglio), la problematica relativa alla qualifica di artista con riguardo all’arte contemporanea, risiede proprio nel fatto che negli anni la pittura sarebbe stata confusa con la competenza tecnica e con il gusto del bello, mentre invece si tratterebbe unicamente di idee e di emozioni. Tale assunti tuttavia sono difficilmente coniugabili con il concetto tradizionale di opera dell’ingegno la quale, come esposto, ottiene tutela nella misura in cui venga estrinsecata in una forma espressiva. A proposito di arte, ti suggerisco di vedere l’articolo che ho dedicato all’appropriation art, interrogandomi sui limiti alla violazione del copyright e alla tutela.

    La tutela delle proposte creative e delle opere digitali

    Se un’opera (proposta grafica, brief, file aperto, presentazione aziendale) è creativa e protetta automaticamente dal diritto d’autore, ma ha necessità di essere tutelata con diverse modalità a seconda del tipo di opera, delle finalità, degli accordi.

    TI suggerisco di valutare una tutela preventiva delle opere digitali ma sopratutto la tutela delle proposte creative adottando strumenti di protezione del lavoro creativo, fondamentale per iniziare a proteggere il proprio prezioso lavoro, anche in relazione alla gestione dei pagamenti dei servizi creativi.

    Possiamo quindi valutare quali sono gli strumenti più adatti alla tua attività d’impresa andando ad intervenire in una fase antecedente rispetto al problema.

    Photo by Andrian Valeanu on Unsplash

    Dash Cam e Action Cam a prova di legge

    La Dashboard Camera è una telecamera che viene posizionata nei pressi del cruscotto al fine di registrare gli eventi che accadono all’esterno della vettura o all’interno del mezzo. Nel primo caso è installata con l’intento di agevolare l’individuazione del soggetto responsabile nel caso di incidente mentre nel secondo caso viene collocata per prevenire o contrastare eventuali furti.
    Viene di norma utilizzata con finalità esclusivamente personali, non rientrando quindi nell’ambito di applicazione della normativa sulla protezione dei dati personali. Tale assunto si fonda sul fatto che colui che esegue le riprese non le comunichi, diffonda o divulghi a terzi e non le utilizzi per eventuali finalità commerciali.

    Prova in giudizio
    Nel caso in cui intervenga un sinistro stradale o un furto, le riprese eseguite potrebbero essere utilmente utilizzate nell’ambito di un giudizio. Sotto il profilo civilistico, esse rientrano tra le riproduzioni c.d. meccaniche (art 2712 c.c.) secondo cui le riprese cinematografiche formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti e alle cose medesime. 

    L’Action Camera è un dispositivo maneggevole e di ridotte dimensioni che viene utilizzato per realizzare video o scatti in particolari situazioni (sport, attività pericolose o altro). La finalità è quindi diversa rispetto a quella della dash cam ed è preposta tipicamente alla realizzazione di contenuti destinati ad essere comunicati e visti entro la ristretta comunità di appartenenza o essere diffusi tramite la rete.

    Finalità personale 
    Se l’intenzione di colui che realizza contenuti è quella di conservare il video della propria esperienza subacquea all’Isola d’Elba o del road trip in moto fino a Capo Nord senza diffonderlo o divulgarlo, egli non sarà destinatario nè della normativa sulla protezione dei dati personali (trattandosi di attività a carattere personale o domestico) nè della legge a protezione del diritto d’autore (in quanto gli eventuali ritratti di persone non sono destinati ad essere riprodotti).

    Influencer e travel vlogger
    Se invece l’intenzione di colui che realizza contenuti è quella postare il video sul proprio canale YouTube o Vimeo che vengono periodicamente alimentati da video girati dall’influencer, le clip saranno destinatarie della normativa a protezione del diritto d’autore e della legislazione europea a tutela dei dati personali.

    1. In primo luogo, e sinteticamente, laddove la clip abbia come soggetto una persona, il ritratto non potrà essere esposto o riprodotto senza il consenso della stessa, a norma del disposto di cui all’art 96 LdA e art 10 c.c..
    2. In secondo luogo, laddove le clip ritraggano edifici o opere dell’architettura contemporanea dovrà tenersi in considerazione la normativa sulla libertà di panorama, ad oggi non regolamentata in Italia (leggi qui per maggiori informazioni). 
    3. In terzo luogo, il filmato contenente immagini di volti o che comunque ritrae soggetti identificabili (sebbene non noti) costituisce trattamento di dati personali. È quindi destinatario della normativa a protezione dei dati personali: il soggetto dovrà quindi essere informato delle finalità di trattamento ed esprimere il proprio consenso nella diffusione della propria immagine tramite la rete. 

    Photo byPhoto by Felipe Vieira on Unsplash

    Puoi ascoltare la versione audio di questo articolo, cliccando qui sotto.

    https://open.spotify.com/episode/4lly35jtbj0U0HYWdSpZ1j

    rubare fotografie online social furto scatti

    Furto di scatti: responsabilità del fotografo

    ll fotografo è responsabile verso il cliente se gli rubano le fotografie? Se il cliente subisce il furto degli scatti può chiedere aiuto al fotografo?

    In questo articolo ci concentriamo sui rapporti fotografo-cliente quando si verificano queste situazioni andando ad approfondire, sotto più punti di vista, la posizione del fotografo, i profili di responsabilità ed i limiti. Non ci occupiamo invece di colui che ruba le fotografie e che commette il furto.

    Rubare fotografie e immagini esempi

    Voglio partire da due casi concreti e molto pratici per poi comprendere a livello teorico, quali potrebbero essere le tue responsabilità in caso di furto e cosa fare per evitare che il tuo cliente ti chieda i danni per aver subito un furto di immagini.

    Le domande che mi vengono poste con maggiore frequenza in questo argomento sono:

    • Per quanto tempo devo conservare le fotografie del mio cliente dopo che gliele ho spedite?
    • Il mio cliente è venuto a richiedermi le fotografie dopo due anni perchè le aveva perse ma non le ho più: cosa può dirmi?
    • Posso salvare le fotografie come mio archivio su un hard disk esterno?
    • Devo sempre dire al mio cliente se voglio o non voglio conservare le fotografie?
    • Se un hacker accede al mio drive devo pagare i danni al mio cliente? Ma non è colpa mia.

    Le risposte richiedono un’analisi del caso concreto, ma è sempre importante partire dagli aspetti giuridici generali. Nel nostro ordinamento esiste un obbligo legale di custodia che può essere integrato con un accordo tra le parti. Vediamo quindi gli obblighi e i doveri del fotografo nei confronti del cliente e i limiti di responsabilità.

    Obbligo legale di costudire le fotografie

    Il fotografo, che si obbliga ad eseguire e consegnare degli scatti, è tenuto a custodire la cosa durante la detenzione, ai sensi dell’art 1177 c.c.

    Cosa significa? Il fotografo ha uno specifico obbligo di custodire la cosa fino a quando la consegna. Dopo la consegna delle fotografie, la legge non impone più al fotografo l’obbligo di conservazione.

    Se il fotografo doveva conservare le fotografie e questo le perde o gli vengono rubate, il fotografo potrà essere responsabile per inadempimento contrattuale (ai sensi dell’art 1218 c.c.) salvo che dimostri che il fatto non è lui imputabile (bisogna verificare il caso concreto).

    Infatti, secondo la giurisprudenza, poiché l’obbligazione di consegnare una cosa determinata include quella di custodirla fino alla consegna, risponde di inadempimento all’obbligazione di adeguata custodia – in relazione alla responsabilità per furti e rapine – il custode che non offra la prova liberatoria, che non dimostri, cioè, di avere adottato tutte le precauzioni che le circostanze suggerivano, secondo il criterio di ordinaria diligenza (Cass. n. 1510/2007).

    Contratto per conservare gli scatti

    Le parti possono concludere un accordo: il fotografo può assumersi l’impegno di conservare gli scatti fotografici per un certo tempo (1 anno, 2 anni, 5 anni).

    Ad esempio l’azienda potrà avere interesse a che l’agenzia conservi gli scatti eseguiti così da poter in futuro richiederne l’inserimento nel proprio sito web o l’utilizzo per una nuova campagna pubblicitaria.

    Se le parti stabiliscono con un documento contrattuale (scritto) i tempi e le modalità di custodia anche successivamente alla consegna degli scatti, il fotografo assume un’autonoma e nuova obbligazione (art 1177 cc). Se il fotografo perde le fotografie, gli vengono rubate o altro, si dovrà verificare se si era impegnato a custodirle con diligenza. In questi casi si potrà ritenere inadempiente e questo fatto determinerà una responsabilità per inadempimento (art 1218 c.c.). Il cliente potrà richiedere il risarcimento dei danni subiti a seguito del furto delle fotografie (i danni potrebbero essere anche molto importanti economicamente).

    In ogni caso il fotografo è l’autore morale delle fotografie e quindi titolare del diritto d’autore sugli originali eseguiti: egli può conservare i file raw nel proprio archivio. Laddove intenda utilizzarli, diffonderli, comunicarli dovrà siglare un autonomo accordo con la persona ritratta o con il committente. In caso contrario le parti potranno anche stabilire la cancellazione decorso un certo tempo.

    Responsabilità del fotografo per furto di scatti

    La diligenza è il parametro per valutare la responsabilità: colui che esegue una prestazione nello svolgimento della propria attività professionale deve utilizzare l’attenzione, la cura, il rigore, l’impegno che possono richiedersi in ragione alla natura dell’attività esercitata.

    Il fotografo potrà essere ritenuto responsabile a causa del furto subito se ha violato questo parametro. E quindi essere chiamato a rispondere dei danni cagionati alla persona ritratta nella scena di nudo oppure all’azienda che ha visto fallire la propria campagna di lancio del prodotto, nella misura in cui si sia reso inadempiente all’obbligazione di custodire le fotografie o comunque abbia cagionato un danno extracontrattuale. Il danno subito può essere la lesione del diritto all’immagine o la riservatezza dei dati personali, ad esempio.

    Per dire che il fotografo è responsabile è necessario che egli abbia omesso di adottare le precauzioni indispensabili che le circostanze consigliavano in ragione alla tipologia di attività imprenditoriale. E quindi, il fotografo per andare esente da responsabilità contrattuale (obbligo legale o convenzionale di custodia) o extracontrattuale dovrà dimostrare di aver assunto le misure che possono ragionevolmente pretendersi da un soggetto professionalmente diligente.

    La verifica deve essere eseguita caso per caso in ragione alla condotta omissiva, alla struttura aziendale del fotografo, alle cautele adottate per evitare tali situazioni, alle scelte organizzative compiute.

    Un esempio tratto dalla pratica professionale è il furto di scatti mediante  download non autorizzato eseguito dalla pagina di un sito web di fotografie pubblicate in un e-commerce di food per utilizzale da un competitor in altro sito. Ti suggerisco di darne lettura, come sai sono situazioni frequenti: Rubare foto di food. 

    Best practice per evitare furto di scatti e responsabilità del fotografo

    Nel concreto, in via esemplificativa e preventiva posso darti alcuni suggerimenti di best practice:

    1. Regolamentazione degli accessi ai locali ove sono tenuti i computer e gli hard disk esterni; 
    2. Adozione di sistemi di criptazione degli hard disk; 
    3. Adozione di un organigramma aziendale che consenta di identificare chi fa cosa all’interno dell’agenzia e chi ha accesso a quali dati;
    4. Scelta di password sicure con periodico aggiornamento; 
    5. Adozione di sistemi che impediscano gli accessi non autorizzati ai locali, predisposizione di sistemi di allarme e utilizzo di finestre anti sfondamento o porte blindate; 
    6. Educazione alla sicurezza dei dati dei collaboratori esterni;
    7. Adeguata regolamentazione del trasporto di hard disk e computer portatili all’esterno; 
    8. Evitare accessi e collegamenti tramite computer personali e usb personali;
    9. Utilizzo di software che garantiscano la protezione dei dati nella trasmissione dei contenuti tramite la rete; 
    10. Predisposizione di accordi atti a regolamentare il tempo massimo di conservazione delle fotografie laddove tale servizio venga richiesto dal cliente;

    Trattasi di misure preventive che non sempre sono sufficienti per evitare il furto degli scatti: è quindi comunque importante verificare la diligenza del fotografo nel conservare i file.

    Altra cosa interessante è creare un buon backup per salvare le fotografie. Ho parlato dei profili legali del backup in occasione della giornata mondiale della sicurezza: ti rinvio all'articolo dedicato, potrebbe esserti utile come spunto. 

    Photo by Dainis Graveris on Unsplash