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Autore: Valentina Trevisan

contratto di edizione o selfpublishing

Editore o selfpublishing?

Quali sono gli elementi fondamentali di un contratto di edizione? Cosa significa autopubblicare un libro? Come scegliere una casa editrice?

Oggi parliamo della fase finale della scrittura di un libro; vorrei darti qualche informazione di base su come scegliere se rivolgerti ad una casa editrice per la pubblicazione del tuo manoscritto o procedere autonomamente scegliendo uno dei servizi online che consentono di porre in vendita il libro.

Contratto di edizione: punti fondamentali

Lo scrittore è titolare dei diritti morali (ovvero, in primis, il diritto di essere riconosciuto autore dell’opera letteraria) e patrimoniali (ovvero, ad esempio, il diritto di pubblicare, elaborare e riprodurre l’opera). Per saperne di più clicca qui:

In supersintesi ecco gli elementi fondamentali del contratto di edizione:

  • Può avere ad oggetto tutti i diritti di utilizzazione economica o alcuni;
  • Lo scrittore mantiene il diritto di elaborazione, trasformazione (ad esempio da opera letteraria in opera cinematografica) o adattamenti dell’opera, salvo che scrittore e editore si siano accordati diversamente;
  • Il contratto può essere per edizione: l’editore ha diritto di eseguire una o più edizioni entro 20 anni dalla consegna del manoscritto (devono essere indicate numero di edizioni e numero di esemplarti per edizione);
  • Oppure può essere a termine: l’editore ha il diritto di eseguire un numero di edizioni necessarie durante il periodo che non può eccedere i vent’anni e per il numero indicato nel contratto
  • L’autore si obbliga a consegnare l’opera e a garantire il godimento dei diritti ceduti durante la durata del contratto;
  • L’editore si obbliga a riprodurre e porre in vendita l’opera con il nome dell’autore e a pagare i compensi pattuiti;
  • Il compenso è costituito da percentuale sul prezzo di copertina degli esemplari venduti (salvo diversamente disposto);
  • Il prezzo di copertina è fissato dall’editore: l’autore può opporsi se pregiudica gli interessi o la diffusione dell’opera;

Cos’è il selfpublishing?

Il contratto di edizione è un accordo con cui lo scrittore concede ad una casa editrice l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe per conto e a spese dell’editore l’opera letteraria.

I termini e condizioni di selfpublishing è invece di norma l’accordo messo a disposizione dal marketplace o altre piattaforme che non prevede la cessione dei diritti dello scrittore ma è teso a regolamentare l’attività di intermediazione alla distribuzione.

Pro e contro. Edizione vs Selfpublishing

In realtà, le due modalità per porre in vendita il proprio testo sono molto diverse a partire da quanto esposto nel paragrafo precedente in punto di cessione di diritti.

Di norma, lo scrittore riesce ad ottenere un compenso superiore attraverso il selftpublishing, ma di contro, non riesce a beneficiare della rete di vendita della casa editrice (che vende sia online che presso le librerie). Inoltre, se nel rapporto con la casa editrice, questa si occupa comunque delle revisioni, dell’impaginazione, della gestione dell’attività di contorno, nel selfpublishing tali attività saranno integralmente a carico dello scrittore.

Il mio intervento sul diritto per scrittori

Nel corso del 2021, in collaborazione con un ente di formazione, ho organizzato un webinar proprio sul diritto per scrittori. Ho parlato anche di contratti di edizione e selfpublishing e avrei il piacere di condividere con te le slides in cui ne ho parlato, così da tenere a mente le varie comparazioni. Mi sono state fatte molte domande sull’argomento! Clicca qui per visualizzarle.

Colgo l’occasione per dirti che, se vuoi ricevere anche le altre slides dell’intervento per conoscere il diritto che ti serve, ossia i punti fondamentali, in ambito copyright, sul tema delle opere letterarie, puoi farlo iscrivendoti alla newsletter. Potrai scaricare direttamente tutta la presentazione dell’intervento. E se hai qualche domanda, sai dove trovarmi. Puoi scrivermi direttamente dalla pagina di contatti.

layout sito web design registrato

Registrare il layout di un sito web. Come fare?

L’interfaccia grafica di un sito web può essere depositata? Esiste una tutela giuridica per la UX? Il layout di un sito web è un prodotto di design industriale?

Puoi tutelare il layout e le interfacce grafiche

Il tema è quindi la possibilità, se esistente, di registrare il layout di un sito web ossia se l’interfaccia grafica di un sito web sotto il profilo della proprietà industriale.

Ti ho già parlato della tutela del sito web dal punto di vista del copyright e dunque del diritto d'autore sul codice sorgente e sull'interfaccia grafica. Ti rinvio all'articolo dedicato qui. 

Ciò detto, si, puoi registrare il layout di un sito internet come prodotto di design. In realtà quello che ti dico può riguardare:

  • il layout di un sito internet
  • il layout di un e-commerce
  • l’interfaccia grafica utente di un APP
  • il blocco schermo di un device
  • l’interfaccia utente di un software
  • singoli elementi grafici di cui si compongono le predette interfacce

Il layout è un prodotto: il design registrato

Giuridicamente parlando, il design è l’aspetto esteriore di un prodotto. Oggetto di tutela possono essere le caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale ovvero dei materiali del prodotto stesso o del suo ornamento.

Il layout di un sito web può astrattamente rientrare nella nozione di prodotto ed essere quindi protetto come opera di design industriale.

L’art 31 del Codice di proprietà industriale prevede: 1. Possono costituire oggetto di registrazione come disegni e modelli l’aspetto dell’intero prodotto o di una sua parte quale risulta, in particolare, dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale ovvero dei materiali del prodotto stesso ovvero del suo ornamento, a condizione che siano nuovi ed abbiano carattere individuale. 2. Per prodotto si intende qualsiasi oggetto industriale o artigianale, compresi tra l’altro i componenti che devono essere assemblati per formare un prodotto complesso, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici, esclusi i programmi per elaboratore.

Come registrare il layout?

La registrazione avviene mediante deposito e individuazione della classe di appartenenza.

La classificazione di Locarno è un sistema di classificazione internazionale utilizzato per classificare prodotti ai fini della registrazione di disegni o modelli industriali, suddivisi in classi e sottoclassi. È costituita da 32 classi e 219 sottoclassi con note esplicative e da un elenco alfabetico dei prodotti incorporanti disegni e modelli industriali. L’interfaccia grafica rientra nella classe 14.04.

La registrazione dura cinque anni e può essere rinnovata per un massimo di 5 volte.

La protezione può quindi estendersi fino a venticinque anni.

Il design di un sito web: la tutela senza registrazione

Anche un’interfaccia grafica non registrata può godere di una qualche tutela.

Il Regolamento Europeo n. 6/2002/CE prevede che il disegno o modello che possieda i requisiti di novità e carattere individuale è protetto come disegno o modello comunitario non registrato per un periodo di tre anni decorrente dalla data in cui il disegno o modello è stato divulgato al pubblico per la prima volta nella Comunità.

I requisiti, in questo caso, sono più stringenti e il tempo di tutela più limitato.

Infatti, l’art 19 del Regolamento Europeo n. 6/2002/CE prevede che Il disegno o modello comunitario non registrato conferisce al titolare il diritto di vietare gli atti di utilizzazione quali la fabbricazione, l’offerta, la commercializzazione, l’importazione, l’esportazione o l’impiego di un prodotto in cui il disegno è applicato soltanto se l’utilizzazione contestata deriva dalla copiatura di un disegno o modello protetto e che L’utilizzazione contestata non è considerata derivante dalla copiatura di un disegno o modello protetto se risulta da un’opera di creazione indipendente realizzata da un autore del quale si può ragionevolmente pensare che non conoscesse il disegno o modello divulgato dal titolare.

Schema sulla tutela del design di un sito web

In estrema sintesi, nella scelta se registrare il layout di un sito web e quindi l’interfaccia grafica dello stesso, puoi tenere in considerazione i seguenti elementi:

layout sito web design registrato non registrato.001

L’attività di registrazione non è banale. Richiede l’analisi di una serie di requisiti e la gestione di tutta la procedura, dopo aver ben deciso e valutato cosa tutelare, quale delle interfacce, quali icone e via dicendo. Non è quindi un’attività automatica ma richiede dapprima la verifica dei requisiti e successivamente il monitoraggio del buon esito della procedura di deposito.

È comunque un tema molto molto interessante e se sei sviluppatore immagino che sia davvero utile da sapere per te il fatto che puoi tutelare i tuoi layout, la disposizione degli elementi, la collocazione dei menu, la scelta dei colori, la struttura delle pagine, la posizione dei bottoni e delle scritte e via dicendo.

Come per il marchio d’impresa, anche qui ti suggerisco di partire da una checklist, per iniziare il lavoro in autonomia e poi affidarti ad un professionista che possa esserti d’aiuto. Per iniziare ad esaminare bene puoi farlo dal bottone sottostante.

Sempre con riguardo al sito internet, se sei in fase di progettazione, ti suggerisco di dare una lettura ai temi dell'accessibilità ed usabilità, anche a fronte dell'importante novità che troverà applicazione dal 2025 per tutti i siti internet. Puoi cliccare qui.
diritto di citazione opera riproduzione parziale libro indicazione fonte

Citare è lecito? Posso usare frasi di altri? Diritto di citazione

Esiste il diritto di citazione? Si può copiare un racconto e citare la fonte? Esistono dei limiti sulla lunghezza della riproduzione?

Oggi parliamo del diritto di citazione. È un’eccezione al diritto d’autore: uno dei casi in cui, in presenza dei diritti patrimoniali dell’autore (diritto di riproduzione, di comunicazione al pubblico, di elaborazione) la legge consente ad un terzo di usare, entro certi limiti, l’opera altrui.

Il diritto di citazione: in teoria

Per capire se e cosa si può fare, bisogna fare riferimento a:

  • Art. 70 comma 1, Legge 22 aprile 1941 n. 633: “Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali“;
  • Art 10, Legge 20 giugno 1978, n. 399 di ratifica della Convenzione di Berna: “1. Sono lecite le citazioni tratte da un’opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo. 2. Restano fermi gli effetti della legislazione dei Paesi dell’Unione e degli accordi particolari tra essi stipulati o stipulandi, per quanto concerne la facoltà d’utilizzare lecitamente opere letterarie o artistiche a titolo illustrativo nell’insegnamento, mediante pubblicazioni, emissioni radiodiffuse o registrazioni sonore o visive, purché una tale utilizzazione sia fatta conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo. 3. Le citazioni e utilizzazioni contemplate negli alinea precedenti dovranno menzionare la fonte e, se vi compare, il nome dell’autore“;

Il diritto di citazione: in pratica

Quali sono, in pratica quali sono le condizioni generali per l’uso legittimo delle opere:

  • Deve essere: un riassunto, una citazione, una riproduzione di brani o pari di opera.
    Attenzione! La riproduzione integrale dell’opera dell’ingegno costituisce violazione del diritto d’autore; ma anche la riproduzione parziale o di parti della stessa può essere un violazione se si tratta di parti autonome e ben individuate rispetto al tutto e queste siano oggetto di integrale riproduzione; tale principio si applica a maggior ragione nel caso in cui la riproduzione riguardi un numero considerevole di parti dell’opera dell’ingegno
  • Può essere fatto per uso di critica o discussione e non essere in concorrenza con l’uso economico.
    Attenzione! La finalità di critica e discussione rientra nell’ambito del diritto di espressione del pensiero ai sensi dell’art 21 della Costituzione. Diverso è invece il diritto di iniziativa economica contemplato dall’art 41 della Costituzione in cui l’uso dell’opera altrui viene effettuato per finalità di lucro.
  • Può essere fatto a finalità di insegnamento o ricerca scientifica per finalità illustrative e non commerciali;

Qualche esempio sull’uso del diritto di citazione?

  • La comunicazione al pubblico di un brano musicale mediante il suo inserimento in uno spot pubblicitario non può considerarsi di utilizzazione libera ai sensi dell’art. 70 legge 22 aprile 1941, n. 633, quando tale utilizzo non è giustificato da alcuna finalità di critica o di discussione attinente alla materia trattata nello spot medesimo (Tribunale Cagliari Sent., 15/01/2008).
  • Nessun intento culturale può giustificare la riproduzione integrale della stessa, utilizzazione che non è mai libera, ancorché non sussista concorrenza (Trib. Roma, 23/05/1981).
  • Creare immagini per il proprio feed di instagram integrati con testi non appare costituire un utilizzo lecito ai sensi dell’art 70.

Come si fa una citazione?

La citazione (o la riproduzione o il riassunto) devono essere accompagnati dall’indicazione del titolo, dei nomi dell’autore, dell’editore, del traduttore.

lavorare copywriter freelance scrivere contratto

Lavorare come copywriter freelance: il contratto

Per chi lavora come copywriter freelance il contratto ha un’importanza fondamentale per prevenire abusi, ritardi e mancati pagamenti.

Lavorare come copywriter significa creare contenuti per conto di un Cliente (Azienda o Agenzia) dietro corrispettivo di un compenso. Si tratta quindi di dare esecuzione ad un contratto: ma quali sono le cose importanti da sapere quando si svolge professionalmente l’attività di Copywriter? Oggi ti parlo della teoria e della pratica di come scrivere un contratto: niente tecnicismi però.

E quindi, carta e penna (o aprite note del vostro Mac) e let’s go!

Chi è il Copywriter?

Dopo aver letto, per passione personale, lo splendido libro di Annamaria Testa “La parola immaginata”, che ti consiglio, aver prestato assistenza e consulenza legale a molti copywriter ed essere in costante contatto con chi svolge professionalmente questa attività, posso permettermi di sintetizzare il mestiere dicendo che il Copy è colui che crea contenuti, esprime concetti in modo corretto e sa promuovere un brand o un’azienda attraverso la combinazione degli stili e delle immagini, ma è anche colui che spesso non sa tutelare se stesso. Ti ci ritrovi?

Cose preventive da sapere sul contratto per copywriter

Un contratto può assicurare protezione e tutela, conferisce capacità distintiva rispetto ai competitor, permette l’instaurazione di un rapporto continuativo e fiduciario con il Cliente, consente di definire a priori chi-fa-cosa e una serie di altri elementi molto importanti.

È preferibile optare un testo contrattuale scritto rispetto ad un accordo orale e di questo ne abbiamo già ampiamente parlato: ti rimando all’articolo che puoi leggere qui o ascoltare qui dove trovi tutte le motivazioni di questa mia affermazione.

Ti sconsiglio di utilizzare modelli preconfezionati presenti sulla rete. Se il tuo lavoro è “unico” rispetto alle altre agenzie o freelance potresti avere la necessità di rendere “unico” anche il contratto, definendo compiutamente le attività che ti impegnerai a svolgere e le modalità con cui verranno eseguite. Evita quindi di vincolarti in obblighi non previsti o assumerti responsabilità che non conosci.

Veniamo quindi al punto e definiamo gli elementi fondamentali e le cose importanti da ricordare per scrivere un buon accordo.

Come scrivere un contratto per copywriter?

CHI-E-COSA. Definire le parti del contratto.

Un copywriter freelance può avere come Cliente/Committente un’Agenzia (la quale ha esternalizzato una serie di attività, tra cui la creazione di titoli e testi) o direttamente un’Azienda (la quale quindi si affida al copywriter con lo scopo di promuovere il proprio brand o i propri prodotti).
Le parti del contratto saranno quindi, da una parte il copywriter e dall’altra il Committente ed è bene che siano specificate in maniera univoca.

CHI-FA-COSA. Definire l’oggetto del contratto.

Ti consiglio di fissare l’oggetto della prestazione e poi dettagliare in modo specifico le attività che verranno svolte dal copywriter.
In via esemplificativa, un copywriter può essere incaricato esclusivamente a scrivere testi per il web oppure a redigere titoli anche per la stampa; la prestazione potrebbe essere allargata a combinare immagini e testo, ad interloquire con il direttore creativo, ad interfacciarsi con fotografi e videomarker; può essere incaricato a scrivere per e-commerce o ad occuparsi del micro-copywriting. Ne sai qualcosa, vero? Stabilire i limiti entro i quali il tuo lavoro si compie significa evitare assurde recriminazioni dai committenti.

COME-FARE-COSA. Definire le modalità di esecuzione della prestazione.

Dopo aver stabilito cosa il copywriter si impegna a fare, al fine di evitare libere interpretazioni e fraintendimenti nel corso dell’esecuzione dell’accordo, è consigliabile che le parti stabiliscano anche a priori le modalità di esecuzione della prestazione. In alternativa è possibile demandare ad un altro successivo accordo la fissazione delle modalità, eventualmente stabilendo a priori alcune linee guida (utili anche per definire il compenso).
Le parti potranno quindi specificare gli obiettivi da raggiungere e le modalità per raggiungerli, il target di riferimento, le tempistiche di uscita dei messaggi pubblicitari, il tono da assumere nelle campagne pubblicitarie, i colori da preferire, i canali da utilizzare, i messaggi da veicolare..

Non si può tuttavia escludere che, perlomeno nelle realtà medio-piccole, colui che è chiamato a redigere i testi per il web, si occupi anche della SEO o sia demandato all’esecuzione di qualche scatto. Per l’effetto, in questi casi, il contratto, redatto ad hoc, dovrà contenere anche i riferimenti alle prestazioni di tali attività che dovranno essere compiutamente definite. A tal proposito ti consiglio di leggere l’articolo sul contratto per SEO Specialist, magari ti può dare qualche spunto interessante.

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Come diventare SEO specialist? Parti dal contratto!

Oggi parliamo delle cose importanti da sapere per scrivere contratto tra SEO Specialist e Cliente. Prendiamo ad esempio un’Azienda Alfa che si rivolge ad un’Agenzia di Comunicazione Beta, per ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca: nel conferire l’incarico per l’esecuzione dell’attività, conclude un contratto. Quali sono gli elementi fondamentali e le cose da importanti da ricordare per redigere un accordo da sottoporre al cliente e per costruire un rapporto fiduciario e continuativo con l’Azienda? Iniziamo con alcune questioni fondamentali.

Il SEO Specialist è inadempiente se non fa comparire l’azienda al primo posto su Google? L’azienda può non pagare l’agenzia di comunicazione se scivola in seconda pagina?

Chi è il SEO specialist? Chi è il Digital Strategist?

Partiamo da un presupposto: sapete scrivere per le persone e per i motori di ricerca, parlate solo per acronimi tra SEO SEM e SERP, seguite svariati corsi o webinair su marketing e digitale (o magari li tenete voi in qualità di docenti), conoscete tutti i trucchetti per come fare una SEO efficace, usate keywords impeccabili, sapete elaborare dei piani editoriali e non scordate nemmeno il visual content marketing. Ora però vi manca una cosa fondamentale: un contratto!

Perchè serve un contratto?

La domanda sembra banale, ma le risposte possono essere le più svariate e tutte importanti. Un contratto può assicurare protezione e tutela, conferisce capacità distintiva rispetto ai competitor, permette l’instaurazione di un rapporto continuativo e fiduciario con il vostro Cliente, consente di definire a priori chi-fa-cosa e una serie di altri elementi molto importanti.

Quale tipo di contratto scegliere?

Nel momento in cui il vostro Cliente accetta il vostro preventivo o voi confermate l’ordine inoltrato dal Cliente, a prescindere dalla modalità con cui tali attività vengono eseguite (accettazione orale in presenza, per telefono, per e-mail, per fatti concludenti..), un contratto può dirsi esistente e concluso (se vuoi approfondire il tema, ti consiglio di dare lettura a questo post dove ci siamo chiesti se è possibile concludere un contratto per e-mail).

Tuttavia, potrebbe non essere stato ben definito l’oggetto della prestazione; oppure, le tempistiche o i termini di pagamento. Oppure non sono stati indicati tutti i domini per i quali l’azienda vi chiede assistenza, o voi non siete stati espliciti nel comunicare che comunque l’attività verrà fatta a due mani con un’agenzia di marketing.

E quindi: meglio un contratto scritto o è preferibile una stretta di mano oppure una comunicazione verbale? E se un contratto è scritto, meglio clausole brevi “per non fare paura al cliente” o un documento contrattuale da 10 pagine “così faccio esattamente quello che è scritto”? Forse è più semplice scaricare un testo da internet rispetto ad andare da un avvocato. E poi, perchè scegliere un documento contrattuale scritto (ne ho parlato su questo post).

Elementi fondamentali nel contratto tra SEO Specialist e Cliente

  1. Oggetto del contratto. La Search Engine Optimization, ovvero l’attività di ottimizzazione delle pagine che compongono un sito web, con l’obiettivo di ottenere un buon posizionamento nei motori di ricerca e quindi un traffico di utenti maggiore, è il servizio che offre un SEO Specialist ad un’Azienda nel momento in cui quest’ultima si rivolge allo specialista.
    L’art 1325 c.c. definisce gli elementi essenziali che deve avere un contratto, tra cui l’oggetto ovvero l’indicazione delle prestazioni che caratterizzano l’accordo.
  2. Obblighi e attività del SEO Specialist. Potrebbe essere utile fare un’audit, fissare delle call per spiegare bene quali possono essere gli obiettivi concretamente raggiungibili, rendere partecipe il cliente del piano SEO che si intende seguire. E poi anche le attività di monitoring e reporting. Trattasi di indicazioni specifiche che potrebbe essere utile indicare cosi da definire esattamente cosa il SEO Specialist andrà a svolgere e consentire al Cliente di venirne a conoscenza.
  3. Obblighi e attività dell’Azienda. Quali sono le esigenze dell’agenzia, qual è il budget che intende investire, quali sono gli obiettivi che vorrebbe raggiungere? In questo senso si può ragguagliare già l’azienda che se è in 17esima pagina, investendo una miseria non può lamentarsi se dopo un mese non è in prima pagina cercando “pizzeria a Venezia”.

Cose importanti che un SEO davvero specialist deve annotarsi!

  1. L’obbligazione del SEO Specialist è un’obbligazione di mezzi e non di risultato. Cosa significa? Significa che il consulente si obbliga a svolgere determinate attività volte ad ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca, attività che svolgerà con diligenza, professionalità e correttezza, altrimenti potrà considerarsi inadempiente. Non si pò verosimilmente obbligare a far uscire l’azienda come primo risultato di Google, perchè tale fatto dipende da molti fattori non tutti dipendenti dalla competenza del SEO Specialist: se nel contratto il consulente si impegna invece a raggiungere un determinato risultato specifico, se tale non viene raggiunto, egli sarà considerato inadempiente. Significa che egli non ha eseguito la prestazione oggetto dell’accordo, e quindi non avrà diritto ad ottenere il pagamento del corrispettivo.
  2. Può non essere utile utilizzare modelli preconfezionati (o, se preferite, precotti) presenti sulla rete. Se il vostro lavoro è “unico” rispetto ai vostri competitor, perchè non rendere unico anche il contratto? Sappiamo che il copy-paste non sempre funziona bene. Tra i rischi di utilizzo dei contratti preconfezionati può esservi, ad esempio, l’assunzione di obbligazioni non previste o l’assunzione di responsabilità non concepite dal Seo Specialist.
  3. Scrivi solo le attività che svolgerai effettivamente, altrimenti il Cliente potrebbe addurre il tuo inadempimento (ovvero che non hai eseguito la prestazione). Definire a priori e mettere nero su bianco le attività che il SEO Specialist si obbliga ad eseguire è utile per entrambi i contraenti e anche per eventuali altre parti che dovessero venire coinvolte (ad esempio, fotografi e videomaker che seguono il Cliente nei contenuti visuali, web developer che si occupa di implementare il sito..).

Come ti dicevo, questi sono solo alcuni degli elementi da considerare e che poi, sulla base della specifica attività che andrai a svolgere. Ti consiglio quindi di annotarti i tuoi obiettivi e di rivolgerti ad un professionista che ti aiuti a redigere il testo contrattuale maggiormente confacente alle tue esigenze.

Ah, dimenticavo, se lavori in un’Agenzia di comunicazione che svolge anche altre attività come shooting fotografici o video promozionali, ti consiglio di dare lettura anche agli articoli che parlano di queste tematiche, sempre in ambito contrattuale. Puoi utilizzare la lente d’ingrandimento!

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Rielaborare fotografie famose (con esempi)

Si possono utilizzare scatti fotografici molto famosi, rielaborarli, modificarli, renderli una cosa completamente nuova ma utilizzando, come base, una fotografia che è divenuta molto nota?

Le fotografie del bacio a Times Square

Gli scatti fotografici che ho esaminato sono due.

Il primo, famosissimo, conosciuto anche come il bacio a Times Square realizzato dal fotografo Alfred Eisenstaedt, divenuto il simbolo della fine della seconda guerra mondiale. Il secondo, anch’esso noto e stampato sui giornali, eseguito dal fotografo militare Victor Jorgensen.

Le fotografie sono state scattate nel 1945: sono quindi trascorsi appena 75 anni dagli scatti. Alfred Eisenstaedt risulta deceduto nel 1995 mentre Victor Jorgensen nel 1994. Non sono quindi decorsi 70 anni dalla morte dei fotografi, tempo a cui di norma si fa riferimento per stabilire l’estinzione dei diritti di utilizzazione economica sugli scatti.

Sebbene le fotografie possano sembrare, per certi versi simili seppur con angolature nettamente differenti, vi è una distinzione giuridica fondamentale che deve tenersi in debita considerazione da coloro che volessero utilizzare gli scatti.

Tutti i diritti riservati vs nessun diritto riservato

Cosa significa che tutti i diritti sono riservati?

Lo scatto di Alfred Eisenstaedt è protetto da copyright. “Tutti i diritti sono riservati“.

Il fotografo che ha realizzato lo scatto, oltre ad essere l’autore dal punto di vista morale (può quindi vantare i diritti di paternità sull’opera dichiarando di aver realizzato lo scatto) è anche titolare di tutti i diritti patrimoniali sulla stessa.

Questo significa che un qualsiasi utente del web non può utilizzare lo scatto, inserirlo nel proprio sito, rielaborarlo e farne una nuova immagine. La rielaborazione creativa determina la creazione di una nuova opera anch’essa protetta dal diritto d’autore, la quale tuttavia può essere legittimamente realizzata solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione da parte del fotografo.

Cosa significa che nessun diritto è riservato?

Lo scatto di Victor Jorgensen è invece di pubblico dominio. E quindi “Nessun diritto riservato“.

Il fotografo che ha realizzato lo scatto, in questo caso era un dipendente dello Stato (corpo marina militare).

Nelle situazioni in cui il fotografo rinuncia ai diritti di utilizzazione economica sull’opera, qualsiasi persona può utilizzare e rielaborare in modo creativo lo scatto. È tuttavia doveroso non ledere i diritti di natura morale, che rimangono in capo all’autore: la modifica, sebbene autorizzata, non può recare pregiudizio al fotografo.

Se vuoi approfondire la tematica del pubblico dominio e del copyleft, posso consigliarti la lettura di un articolo dedicato: Copyleft e pubblico dominio: quali differenze?

Come faccio a sapere se posso usare una fotografia?

Quello che ho citato è un esempio, noto.

In generale, è fondamentale tenere in debita considerazione i diritti di utilizzo della fotografia.

E quindi, se una fotografia in formato digitale si trova su internet, per ciò solo non significa che l’utilizzo sia libero. Al contrario, se nulla è specificato si applica la regola che prevede che “tutti i diritti sono riservati”. Laddove l’utente desideri fruire dello scatto deve informarsi per sapere se eventualmente quell’opera costituisce un’eccezione ed è quindi liberamente utilizzabile, ovvero possa essere usata entro certi limiti.

In ogni caso poi, se ti interessa il tema della rielaborazione delle opere fotografiche (attività ad esempio, del fotoritoccatore o postproduttore) ti suggerisco di vedere l'articolo Rielaborazione e modifica di fotografie: requisiti e limiti. 

Qual è la procedura corretta da seguire?

Nel momento in cui si individua un’immagine da voler utilizzare, è importante indagare su chi è il soggetto che detiene i diritti di utilizzo che a te interessano (non necessariamente il fotografo). Sarà quindi necessario prendere contatti con lo stesso e richiedere la cessione del diritto di rielaborazione, la licenza d’uso dell’immagine o di parte della stessa ed individuare bene le finalità e i termini.

Queste attività, dopo averle concordate, è importante vengano trasferite in un documento scritto e sottoscritto tra le parti affinché si sia a conoscenza dei limiti, dei diritti e delle facoltà di ciascuno.

Photo by John Kappa on Unsplash

Privacy per fotografi: tutto quello che devi sapere

Fotografia e privacy: quando fotografi una persona non dimenticare che lo scatto è un dato personale tutelato dalla privacy.

Quando tu, fotografo professionista, impugni la tua macchina fotografica per scattare una foto ad una persona devi fare attenzione a:

  1. La privacy della o delle persone ritratte nello scatto e quindi al tutela della riservatezza;
  2. L’immagine della persona ritratta e i diritti che possono vantare i soggetti della fotografia sullo scatto.

Il fotografo quindi deve tenere in considerazione sia il diritto alla protezione dei dati personali sia il diritto all’immagine del soggetto della fotografia.

Una fotografia è un dato personale

Il Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR) trova applicazione nei confronti del trattamento dei dati relativi a persone fisiche che si trovano nel territorio dell’Unione Europea.

Per trattamento si intende qualsivoglia operazione applicata a dati personali quali la registrazione, la conservazione, la modifica, la consultazione, la diffusione e così via. Per dato personale si intende qualsiasi informazione riguardante la persona fisica, identificata o identificabile.

Il concetto di dato personale non rinvia unicamente a qualcosa di scritto, come possono essere il nome e il cognome di una persona, bensì a qualsiasi altra informazione che rimandi alla persona, tra cui quindi anche una fotografia che ritrae il volto di una persona, l’identità fisica, i tratti somatici, l’etnia…

Tutto questo significa che devi munirti di un’informativa privacy per fotografi. Nell’immagine che segue ti riporto alcune delle domande preliminari necessarie per la costruzione di un’informativa ad hoc per l’attività di fotografo ritrattista. Dacci un occhio, secondo me può esserti utile.

Scattare foto e diffonderle sono attività diverse

Sotto il profilo della tutela autorale e dei diritti sulla propria immagine, il fotografo che esegue uno scatto non deve richiedere la c.d. liberatoria.

Se invece il fotografo intende utilizzare lo scatto: per comunicarlo a terzi, per diffonderlo nei social, per realizzare una mostra, modificandolo e divulgandolo in qualsivoglia altra modalità, allora in questi casi serve la licenza per l’utilizzo dell’immagine. In questi casi infatti, il soggetto ritratto nello scatto deve dare il proprio precipuo consenso all’utilizzo dell’immagine.

Se vuoi sapere cos'è una liberatoria, perchè è necessaria e quali sono i casi in cui deve essere utilizzata, nonchè cosa debba intendersi per consenso implicito ed esplicito, ti consiglio la lettura di un mio precedente articolo: Liberatoria immagini: foto e video. What, Why, Who, When, Where. 

Il consenso non è per tutto e per sempre

Liberatoria fotografica generica o specifica?

Se la liberatoria è ampia il fotografo può utilizzare più liberamente gli scatti. Ma se è troppo generica, rischia di non circostanziare bene i limiti di utilizzo e il consenso prestato avrà meno valore.

Se la liberatoria è concessa affinché lo scatto possa venire esposto ad una mostra, non potrà essere diffuso nei social network; se la liberatoria è concessa per l’off-line, non potrà valere automaticamente valere per l’on-line.

Liberatoria per tutti gli usi dell’immagine

Il consenso impone comunque di rispettare la legge nell’usare la fotografia. Infatti, la modalità di utilizzo non deve ledere l’immagine della persona ritratta.

Se anche il soggetto della fotografia ha reso ampia liberatoria all’utilizzo dello scatto nei social o nei magazine cartacei, il contesto di destinazione o la modalità di esposizione della fotografia non deve essere tale da determinare una violazione del diritto della personalità.

La liberatoria fotografica è sempre revocabile

La liberatoria non è altro che la concessione del diritto di usare la propria immagine. Trattandosi, di un diritto della personalità, il consenso prestato dalla persona ritratta è revocabile. Questo significa che se la persona ritratta non vuole più che la fotografia rimanga pubblicata nella gallery online del fotografo, quest’ultimo la deve rimuovere su richiesta.

Questa conclusione è semplice quando si parla di liberatorie a titolo gratuito per la costruzione di un portfolio, ad esempio. Diverso e più complesso è il caso in cui invece la liberatoria sia parte di un contratto che prevede il pagamento per l’uso dell’immagine. La questione, in quest’ultimo caso va approfondita.

Se vuoi metterti dalla parte della persona ritratta e approfondire quelli che sono i suoi diritti nei tuoi confronti (è sempre bene conoscere), ti suggerisco l'approfondimento dedicato al ritratto. Anche con l'indicazione delle forme di tutela che la persona ritratta potrebbe attivare nei tuoi confronti.

Best practice per fotografi di ritratti

  1. Informativa privacy fotografo. Il fotografo deve informare la persona ritratta delle modalità di conservazione, archiviazione, comunicazione, delle fotografie attraverso un documento scritto consegnato alla persona. Non esistono dei modelli di informativa privacy fotografica che vadano bene per tutti: è importante costruire la propria documentazione adattata alla professione.
  2. Liberatoria fotografica. La liberatoria ti consente di diffondere ed esporre il ritratto della persona nei limiti di spazio e tempo indicati nel documento. Considera che la liberatoria fotografica per i minorenni è diversa da quella per i maggiorenni ed entrambe vanno costruite ad hoc: ti suggerisco di evitare di scaricare fac simili di liberatorie ma di rivolgerti ad un professionista che ti aiuti a confezionare i tuoi modelli di liberatoria.
  3. Violazione privacy fotografie. In ogni caso, devi rispettare la legge che prevede alcune eccezioni al ritratto e una disciplina diversa per la privacy delle fotografie in luogo pubblico o privato. In ogni caso, l’uso non deve essere in contrasto con i diritti della persona.

Photo by Jakob Owens on Unsplash

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Sito web: cosa deve avere?

Cosa mettere su un sito internet per essere in compliance a livello privacy e copyright? Quali sono le diciture che devono essere inserite per evitare infrazioni di sorta?

Indicazioni dell’azienda

L’azienda, che dispone di un sito web (obbligatorio ad esempio per le società per azioni quotate), all’interno del portale deve indicare:

  • la sede della società
  • il registro delle imprese presso cui è iscritta
  • il numero di iscrizione
  • il capitale sociale
  • l’eventuale situazione di scioglimento
  • la presenza di un unico socio
  • l’indicazione del numero di partita iva

Queste indicazioni sono imposte dall’art 2250 del codice civile in materia di società; l’ultimo punto è invece imposto dalla normativa IVA.

Privacy policy

L’obiettivo del sito internet è trattare i dati dell’utente e l’utente deve sapere come, perchè, quando e per quanto tempo.

Il sito internet può essere sviluppato per tanti motivi: mostrare ai potenziali clienti che l’azienda “esiste”, promuovere la società attraverso uno storytelling aziendale, vendere online prodotti, consentire all’utente di fruire di corsi di formazione..

In ogni caso, l’azienda desidera avere il contatto del cliente, sia per finalizzare il contratto in presenza, sia per venire direttamente il prodotto, sia semplicemente per mantenerlo informato.

E quindi, il sito avrà:

  • i recapiti aziendali, oltre a quelli imposti, anche e-mail o telefono;
  • un modulo di contatto, per consentire all’utente di scrivere facilmente;
  • un form con un flag per permettere all’utente di iscriversi alla newsletter;
  • tanti eventuali altri flag / form / moduli in base alla finalità del sito internet; c

Tutti questi contenuti presuppongono un trattamento di dati di potenziali soggetti interessati alla realtà aziendale.

È quindi necessario che l’utente sia adeguatamente informato delle modalità e delle finalità del trattamento. A seconda della base giuridica l’utente esprimerà il consenso al trattamento dei dati personali o dichiarerà di aver preso visione dell’informativa.

Cookie policy

I cookies sono file di testo che il sito web aziendale visitato dall’utente invia all’elaboratore di quest’ultimo ove vengono memorizzati per essere ritrasmessi alla visita successiva, consentendo quindi di salvare preferenze e migliorare le prestazioni.

A seconda della finalità con cui vengono utilizzati, i cookies possono essere tecnici (necessari per il buon funzionamento del sito web) o di profilazione (utili laddove si vogliano creare target di utenti).

Un sito web aziendale, dopo aver fissato i propri obiettivi, deve elaborare un’adeguata cookie policy da sottoporre all’utente all’entrata del sito e predisporre un cookie banner.

Termini di vendita e condizioni d’uso

Se l’utente può interagire con acquisto, accesso, licenza o altro deve sapere che sta concludendo un contratto ed essere informato in modo adeguato e completo.

Infatti, l’azienda può scegliere di:

  • vendere online i propri prodotti;
  • erogare tramite la rete i propri servizi;
  • consentire l’acquisto di un servizio in abbonamento;
  • oppure può scegliere semplicemente di permettere all’utente di accedere ad un canale personalizzato mediante username e password.

In tutti questi casi, l’utente deve sapere che di fatto sta concludendo un contratto (anche se a titolo gratuito) e quindi dovrà accettare i termini e condizioni della piattaforma, o condizioni di vendita, o termini d’uso.

Foto e video

La pubblicazione di fotografie o video, di tua proprietà o in concessione d’uso, comporta delle importanti valutazioni legali.

Un’azienda che sceglie di creare un sito web, può optare per realizzare i contenuti oppure scegliere di usufruire di contenuti multimediali di altri. In quest’ultimo caso tuttavia è strettamente necessario, per non incorrere in violazioni al diritto d’autore, che i contenuti siano di pubblico dominio (laddove l’azienda opti per contenuti gratuiti) oppure che siano stati legittimamente acquistati (tramite ad esempio le piattaforme che offrono immagini in stock dietro pagamento di una royalty).

Ho parlato di pubblico dominio e copyleft in un articolo, magari potrebbe esserti utile un approfondimento, lo trovi qui.

In tutti gli altri casi, l’utilizzo di foto, video o contenuti multimediali reperiti online, può essere una condotta lesiva del diritto d’autore di colui che ha creato il contenuto.

A tal proposito suggerisco la lettura di un recente articolo relativo proprio al furto di fotografie (in quel caso a tema food), da parte di un competitor per l'utilizzo nel proprio e-commerce. L'esemplificazione tramite Case Study, tratto dalla realtà, può essere utile per comprendere più facilmente la situazione. 

Photo by Marvin Meyer on Unsplash

Puoi ascoltare la versione audio di questo articolo, cliccando qui sotto.

https://open.spotify.com/episode/1GsXaP5sZpoJoLfjeeP7Q9
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Soggetto di una foto: diritto sul ritratto e consenso

Il fotografo può diffondere uno scatto con protagonista, una persona? Il soggetto ritratto in uno scatto, non sempre ha reso il proprio consenso alla pubblicazione della fotografia su Facebook.

Colui che realizza l’opera deve quindi tenere conto di quelli che sono i diritti della persona ritratta, per evitare di incorrere in violazioni. Vi sono infatti, diverse situazioni: la persona ritratta non ha reso il consenso, ha reso il consenso per altre attività, ha revocato l’assenso precedentemente prestato.

I social network, soprattuto quelli più orientati alla fotografia ma anche le piattaforme di condivisione di contenuti audiovisivi sono dei contenitori di esperienze, di scatti panoramici e di volti di persone. Vediamo quindi, in sintesi, qual è la posizione della persona ritratta e quali sono le situazioni a cui il fotografo deve prestare particolare attenzione.

In realtà, tali situazioni possono coinvolgere qualsiasi persona (e non solo il fotografo professionista) nel momento in cui decide di postare uno scatto che ritrae una persona. Per l’attività meno professionale e più ricreativa vi rimando a “Foto di amici e colleghi sui social network” ove ho parlato di coloro che condividono scatti per passatempo e non per pubblicizzare la propria attività.

Diritti della persona ritratta

  1. Diritto alla riservatezza
    La fotografia che ritrae il volto di una persona è un dato personale. In generale, affinché il trattamento della fotografia avvenga in conformità alla normativa (europea e italiana) è necessario che il fotografo abbia adeguatamente informato la persona ritratta circa le modalità di trattamento (ad esempio, l’archiviazione dello scatto) e abbia ottenuto il consenso del soggetto circa la diffusione del ritratto. Più specificamente, sarà necessario esaminare i rapporti (eventualmente contrattuali) intercorrenti tra i soggetti per stabilire le modalità di acquisizione del consenso del soggetto ritratto o, in ogni caso, per informare il soggetto ritratto.
  2. Diritto connesso d’autore
    In generale, il fotografo è l’autore della fotografia e quindi titolare del diritto di paternità sulla stessa (è lui che ha eseguito lo scatto) e dei diritti di utilizzazione economica dello scatto (pubblicare lo scatto, divulgarlo, modificarlo..). Laddove tuttavia il soggetto della fotografia non sia un panorama o un oggetto, bensì una persona, sulla fotografia coesistono i diritti del fotografo e i diritti della persona ritratta. Si parla in quest’ultimo caso di diritto connesso.
  3. Diritto all’immagine
    Il diritto all’immagine è un diritto della personalità. Non può essere venduto; la persona non può rinunciarvi e non si estingue. Se l’individuo ritratto ha acconsentito che lo scatto venga diffuso in rete, non significa che abbia rinunciato al diritto dall’immagine. Inoltre e in ogni caso, a prescindere dal consenso, la pubblicazione non deve pregiudicare il decoro o la reputazione del soggetto della fotografia o dei congiunti.

Tutele per la persona ritratta

  1. Revocabilità del consenso prestato
    Il consenso, prestato dalla persona ritratta, circa la possibilità da parte del fotografo di diffondere lo scatto, è un negozio unilaterale avente ad oggetto l’esercizio del diritto all’immagine. Trattandosi del mero esercizio di un diritto inalienabile, imprescrittibile, irrinunciabile, può sempre essere revocato.
    In ogni caso, con specifico riguardo alle modalità con cui può essere prestato il consenso, vi consiglio articolo dove ho parlato specificatamente di tale attività (Liberatoria immagini: foto e video).
  2. Rimozione dello scatto dai social network
    I social network consentono agli utenti di segnalare contenuti che violano i propri diritti. Con riguardo a Facebook ad esempio, il social consente di segnalare genericamente contenuti offensivi ovvero di inviare una specifica comunicazione inerente alla violazione della propria riservatezza a seguito della pubblicazione, da parte di terzi, di fotografie e video che ritraggono la propria persona. Il form che si può utilizzare è attualmente indicizzato al seguente link.
  3. Risarcimento del danno per violazione del diritto all’immagine
    La violazione del diritto all’immagine può avvenire perchè il ritratto di una persona è stato diffuso senza consenso, oppure perchè, anche in presenza del consenso, l’immagine è stata violata, in quanto le modalità o il luogo ove è stata resa nota pregiudicano il decoro o la reputazione del soggetto. In questi casi, il soggetto che si ritiene leso può agire per ottenere l’inibitoria alla prosecuzione dell’attività illecita e il risarcimento dei danni patiti a seguito della condotta perpetrata.

Esempio di diritto sul ritratto

Photo by Amanda Dalbjörn on Unsplash

email contratto concluso stipulato cliente committente webagency

Accordo per e-mail. Ha validità legale?

Posso “fare” un accordo scambiandomi e-mail con il mio Cliente? È una domanda che mi viene rivolta molto spesso. E trova le più svariate giustificazioni: esigenze di celerità, clienti restii nel sottoscrivere accordi scritti con numerose clausole, mancata percezione della necessità di tutela. Questioni sintetizzabili anche con un: “si è sempre fatto così”.

È necessario tenere in considerazione due aspetti:

  1. Il contratto si conclude nel momento in cui il preponente è posto a conoscenza dell’accettazione da parte dell’altra parte dell’accordo.
    Il contratto viene ad esistenza e può dirsi concluso (ovvero stipulato), nel momento in cui chi ha avanzato la proposta sa che il cliente ha accettato la proposta.
  2. La regola è la libertà della forma. L’ordinamento impone certe determinate forme al contratto (ad esempio la forma scritta) solo per determinati accordi.

Un esempio in generale può chiarire: una Web Agency assume la veste di preponente nel momento in cui invia un preventivo per l’elaborazione di un sito web ad un cliente. Nel momento in cui il cliente accetta il preventivo sottoscrivendolo presso gli uffici della Web Agency oppure inviando una conferma tramite email, o anche accettando verbalmente quanto proposto, il contratto può dirsi esistente.

Come evidente, salvo casi particolari, non è necessario che il contratto sia un documento che contenga le sottoscrizioni di pugno di entrambe le parti dell’accordo. Può essere invece stipulato mediante scambio di email, oppure con conferma verbale.

Posso usare l’email per concludere un contratto?

Alla luce di quanto sin ad ora esposto, nessuno vieta di concludere un accodo tramite uno scambio di corrispondenza. L’accodo può comunque considerarsi esistente, valido ed efficace. Tuttavia può non essere la situazione di maggiore tutela per entrambe le parti.

Citando solo alcuni degli esempi tratti da tale pratica può dirsi:

  • Le clausole dell’accordo dovranno essere ricostruite sulla base della corrispondenza intercorsa. Ad esempio: se il cliente chiede 50 volantini di colore blu e 50 di colore rosso entro il 30 aprile, lo Studio grafico potrà riscontrare dicendo che solo i 50 di colore blu potranno essere consegnati entro il 30 di aprile, gli altri entro il 15 maggio; il Cliente potrà accettare o avanzare una diversa proposta. Il numero di volantini, il colore e i termini di consegna potranno essere individuati solo scorrendo la corrispondenza. Con conseguente perdita di tempo.
  • La corrispondenza volta alla conclusione del contratto può provenire ora dall’ufficio acquisti del Cliente, ora dall’area marketing, ora dall’amministrazione. Potrebbe esservi obiettiva difficoltà nell’individuare l’email di conferma più aggiornata.
  • Non tutte le aziende conservano le e-mail. E le e-mail inviate non necessariamente vengono salvate sul server perchè dipende dalle impostazioni del client di posta elettronica. Anche in questo caso può essere obiettivamente difficoltoso ricostruire la volontà contrattuale delle parti.
  • Le diciture utilizzate nella corrispondenza da parte dell’amministrazione non sono le clausole contrattuali incluse in un documento con validità legale. Ad esempio, il termine di consegna entro il 30 aprile, potrebbe essere un termine essenziale pena la risoluzione dell’accordo per inadempimento oppure potrebbe essere un termine non essenziale che impone eventualmente solo il risarcimento del danno per ritardo.

Perché è importante un documento contrattuale?

Un documento contrattuale, sottoscritto da entrambe le parti e datato è sicuramente la scelta migliore:

  • Il documento contiene in modo dettagliato e specifico l’attività che oggetto dell’accordo. Tutto ciò che non è indicato non rientrerà nell’attività e il cliente non può pretenderla: se nell’accordo è specificato che la Web Agency si occupa esclusivamente della strutturazione del sito, significa che non si occuperà della SEO; se nell’accordo è indicato che il fotografo consegna 50 fotografie non significa che consegnerà gli altri 300 file originali degli scatti.
  • Il documento consente ad entrambe le parti di sapere con chiarezza, immediatezza e celerità, quali sono i termini e le modalità di pagamento, i tempi di consegna del lavoro, i contatti diretti e i dati aziendali di entrambi i contraenti.
  • Il documento offre maggiore tutela per entrambe le parti. L’utilizzo di termini giuridici in modo corretto limita l’interpretazione e consente di ricostruire più agevolmente la volontà contrattuale nel caso di contenzioso.

Puoi ascoltare la versione audio di questo articolo, cliccando qui sotto.

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