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Per il logo, che colore facciamo?

Il colore è importante, non solo dal punto di vista grafico, ma anche con riguardo alla protezione del brand e per la crescita del valore identitaria dell’azienda. Vediamo come tutelare il colore di un’impresa.

Disclaimer: Il titolo è poco giuridico e volutamente evocativo di una situazione in cui può trovarsi un grafico nella realizzazione di un progetto di comunicazione visiva per il proprio cliente. È tuttavia necessario tenere in debita considerazione la differenza tra il concetto tecnico, di logo e quello giuridico di marchio.

Come scegliere il colore di un’impresa

Quando viene ideato un logotipo, un pittogramma o comunque viene organizzata una campagna pubblicitaria, una delle prime cose che deve essere presa in considerazione e possibilmente mantenuta, affinché l’azienda possa acquisire capacità distintiva nel mercato concorrenziale, è la scelta del o dei colori da utilizzare.

Il graphic designer o l’art director a cui viene demandata l’esecuzione o la direzione di tali attività possono imbattersi in due situazioni che, in via esemplificativa, possono essere varie.

  1. Si può scegliere il viola Milka per realizzare il logo del proprio cliente che commercializza bulloneria?
    I prodotti e servizi di un cliente appartengono ad una classe merceologica diversa rispetto a quella dell’azienda rinomata. Tuttavia, l’azienda rinomata ha registrato il proprio marchio di colore.
  2. Si può optare per la combinazione di colori scelta da uno dei competitor del proprio cliente per la campagna pubblicitaria?
    I prodotti e servizi del cliente sono affini a quelli del proprio competitor. Le aziende sono notorie solo a livello locale e il competitor non ha registrato il proprio marchio di colore.

Il marchio di colore

L’art 7 del Codice di proprietà industriale prevede la registrabilità come marchio d’impresa di segni atti a distinguere prodotti e servizi di un’impresa dalle altre, indicando come tali, tra gli altri, le combinazioni o le tonalità cromatiche.

Quindi si può registrare:

  • un unico colore
  • una compilazione di tonalità
  • un pattern di colori

Quando si può registrare un colore come marchio?

Non è tuttavia così semplice registrare un marchio di colore. Infatti, deve trattarsi di tonalità molto particolari oppure di colori del tutto inusuali al prodotto a cui vengono apposti. Tale limite viene posto nell’interesse generale a non restringere indebitamente la disponibilità dei colori per gli altri operatori che offrono prodotti o servizi analoghi.

Se hai bisogno di sapere se il colore che vorresti registrare presenta i requisiti, possiamo approfondire.

Esempi di casi reali di registrazione del marchio di colore

Ad esempio, la scelta compiuta da Kraft del viola per la confezione di Milka è insolita per il cioccolato. Il marchio di colore è stato regolarmente registrato in data 27.10.1999. Nella descrizione vengono esattamente indicate le coordinate specifiche nello spazio colore che, nel caso di specie, sono: L = 53,58 ±0,8; A = 15,78±0,5; B = -31,04±0,5.

All’opposto, nel caso di Luis Vuitton (Cass. n. 7254 del 2008), la Corte ha confermato la decisione impugnata che aveva dichiarato nulle le registrazioni eseguite dal brand di lusso, premettendo come il colore suscettibile di registrazione fosse unicamente quello avente delle particolari tonalità cromatiche, situazione assente nel caso di specie dacché i colori di cui la Vuitton vantava la registrazione erano quelli più frequentemente usati per la pelletteria (nero, marrone, beige, verde, rosso e azzurro) e che per questo non avevano alcuna funzione distintiva.

L’azienda famosa può usare il marchio per tutti i prodotti

In generale quindi, l’azienda titolare del marchio di colore, rinomato, ha la facoltà di usare in modo esclusivo il proprio segno distintivo, vietando, al contempo ai terzi di usarlo nella propria attività economica.

Il divieto vige per il segno identico o simile e, trattandosi di marchio rinomato, anche per prodotti e servizi diversi (ad esempio bulloneria) laddove l’indebito uso del colore consenta all’azienda di bulloni di trarre indebito vantaggio dal carattere distintivo o dalla rinomanza del marchio oppure rechi pregiudizio al titolare del marchio notorio.

Laddove invece l’azienda titolare del marchio di colore non goda di rinomanza, la stessa potrà vietare l’utilizzo del proprio colore per prodotti o servizi identici ovvero per prodotti o servizi affini laddove a causa dell’indebito utilizzo possa determinarsi un rischio di confusione (o associazione) per il pubblico.

Come registrare un marchio di colore

I requisiti sono quelli previsti per gli altri tipi di marchi, con le sintetiche precisazioni idi cui sopra.

Se hai idea di registrare il colore della tua azienda come marchio, ma sei indeciso se farlo o se fare solo il denominativo, oppure non hai le idee per nulla chiare perchè fai fatica a distinguere i tipi di marchio, ti suggerisco di partire da una check-list.

Ho preparato un elenco sintetico di documenta che sicuramente possono esserti utile per ogni tua valutazione: puoi cliccare "La checklist per registrare il tuo marchio"

Il colore come atto di concorrenza sleale

Se invece il colore non è stato oggetto di registrazione come marchio, laddove sia utilizzata la stessa tonalità per prodotti appartenenti allo stesso settore merceologico ma realizzati da aziende differenti, in linea teorica potrebbe comunque ravvisarsi un rischio di confusione tra prodotti o associazione tra imprese. Il consumatore infatti potrebbe essere forviato al momento dell’acquisto e ritenere che si tratti di prodotti realizzati dalla stessa impresa o comunque di aziende collegate.

In tale situazione, l’utilizzo indebito dello stesso colore prescelto dal competitor potrebbe essere un atto di concorrenza sleale, così come disciplinato dall’art 2598 c.c., disposizione che, in generale vieta il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l’attività di un concorrente.

Suggerimento di base sui marchi

Il suggerimento di base che ti posso dare sui marchi, ma anche in generale sui diritti di proprietà intellettuale, tipo il design, è quello di rimanere aggiornato in quanto spesso ci sono aiuti, bandi. sovvenzioni che agevolano la registrazione di marchi, brevetti e design.

Per rimanere aggiornato puoi iscriverti alla newsletter: di solito appena vengo a conoscenza di bandi in questo argomento li comunico, a beneficio di tutti coloro che sono iscritti.

Puoi ascoltare la versione audio di questo articolo, cliccando qui sotto

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Photo by Mika Baumeister on Unsplash

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Sono molto soddisfatto della consulenza legale fornita da Valentina Trevisan in materia di copyright. La sua professionalità e competenza sono state davvero di grande aiuto. Durante la nostra consultazione e collaborazione è sempre stata disponibile, rispondendo prontamente alle mie domande, e trovando sempre una soluzione ai miei dubbi. Ho trovato in lei una persona gentile e appassionata che mi trasmesso molta energia e positività. Consiglio vivamente Valentina Trevisan a tutti i creativi che hanno bisogno di tutelarsi legalmente nel loro lavoro. Con lei siete certamente in ottime mani!