Coworking per freelance e imprenditori: le regole base
Quali sono le regole principali dei coworking? Parliamo della locazione di uffici condivisi e dei contratti da sottoscrivere
Indice
ToggleIl coworking: cos’è e cosa non è
1) Il servizio di condivisione di spazi di lavoro
Il coworking è uno stile di lavoro fondato sulla condivisione di spazi. Prevede la locazione di una postazione (sedia e scrivania) in luogo di un intero ufficio ed è orientato alla creazione di network tra persone che ivi svolgono la loro attività.
Chi sceglie il coworking è di norma un lavoratore autonomo (esistono coworking per creativi e freelance ad esempio) ma può essere anche un dipendente in smart working oppure un’azienda che opta per uno spazio condiviso per policy interna.
Se sei un freelance che va nel coworking tipicamente lavorando online, ti suggerisco di leggere un articolo dedicato proprio a chi svolge dei servizi impostati in questo modo. Puoi trovarlo qui.
Se invece vorresti tanto iniziare a frequentare un coworking, perchè lavori in smart ma non sai bene quali sono le possibilità e le richieste che puoi fare al tuo datore di lavoro, puoi iniziare da questo articolo che ho dedicato proprio all'accordo di smart working.
2) Il coworking non è una locazione
Il coworking, non è una fattispecie giuridica ma è una modalità di concepire l’attività lavorativa fondata sulla condivisone. Il nostro ordinamento non regolamenta espressamente il contratto di coworking, ma esiste la possibilità di creare dei contratti c.d. atipici in cui le parti scelgono come regolare i rapporti.
Come sai una delle mie attività principali è la redazione di contratti e in generale generale la gestione legale dei rapporti commerciali. Se vuoi farti un'idea più specifica di cosa intendo puoi farti un'idea della documentazione contrattuale, approfondire gli aspetti contrattuali di base oppure vedere i servizi di consulenza legale per aziende ed agenzie.
La locazione commerciale invece è un contratto avente ad oggetto un immobile o una porzione di esso per finalità commerciali ed è regolato direttamente dalla legge (con possibilità delle parti di stabilire alcuni elementi); deve essere scritto.
Mi occupo chiaramente anche di contrattualistica tipica e mi riferisco ai contratti di appalto, di vendita o di locazione appunto. In questo sito però non troverai articoli su questi temi generali perchè preferisco darti delle informazioni specifiche sulle singole attività (usa la lente inserendo una parola del mondo del marketing).
3) Lo spazio di coworking non è un condominio
Il coworking offre svariate possibilità di condivisione di spazi (sala meeting, sala mensa, riunioni, uffici singoli), oltre che molti servizi accessori (reception, sede legale, segreteria, servizi amministrativi), in godimento. Non si creano però dei diritti reali.
Il condominio invece, si ha quando accanto alla proprietà esclusiva vi sono alcune parti comuni (area di parcheggio, muri maestri, rete idrica..).
Perchè scegliere il coworking?
Fatevi una lista di PRO (perchè dovrei scegliere di lavorare presso un coworking e perchè dovrei optare per quella struttura piuttosto che un’altra?) e dei CONTRO (perchè non continuare a lavorare a casa o presso un ufficio in locazione, perchè investire del denaro invece di risparmiare nell’ottica di compiere un investimento più importante?).
A mio avviso, potrebbero essere considerati i seguenti punti.
1) Fare network nei coworking: i contratti di collaborazione
Frequentare un luogo di lavoro abitualmente occupato da persone che hanno professionalità differenti rispetto alle nostre ci consente di avere un’opportunità in più per ampliare la nostra clientela.
Da avvocato, ti posso dire che questi rapporti possono convertirsi ad esempio in collaborazioni, anche continuative. Va da sé che è bene regolamentare sin da subito, anche con semplici accordi di collaborazione di base o linee guida.
2) Acquisire competenze: la formazione legale negli spazi condivisi
Molti coworking organizzano percorsi di formazione e consentono al lavoratore di acquisire maggiori competenze attraverso corsi o incontri.
Mi sono ritrovata svariate volte a svolgere attività di formazione in location simili e quindi se vuoi mettermi in contatto con il coworking che frequenti o se sei il titolare di un coworking, puoi farti un’idea partendo da qui.
3) Sviluppare relazioni di valore: il beneficio comune nei coworking
Oltre al network avente finalità meramente professionale, è inevitabile che trascorrere del tempo con persone consente di creare delle relazioni che possono offrire qualcosa di sicuramente positivo.
Da avvocato, penso ad esempio al tema benefit e alle attività non rivolte unicamente al profitto ma gestite per una finalità di beneficio comune.
Cosa controllare prima di firmare il contratto di servizio di spazi condivisi?
Dipende dal tipo di coworking. Ma in generale, ti suggerisco di prestare attenzione a:
1) Come recedere da un contratto di coworking
I contratti di durata (come ad esempio la locazione), tipicamente consentono la possibilità di recedere dal contratto ossia di chiudere l’accordo prima della scadenza naturale o del rinnovo.
É bene quindi controllare:
- Qual è il termine entro cui devi dare preavviso per esercitare il recesso?
- Il contratto si rinnova in modo automatico salvo disdetta?
- Ci sono degli adempimenti da svolgere per comunicare il recesso?
Ho parlato in modo abbastanza approfondito di recesso, che è un termine giuridico ma che ho spiega a livello concreto, con esempi. Puoi leggerlo qui.
2) I servizi accessori negli spazi di lavoro condivisi
Fondamentale sapere qual è l’oggetto della prestazione ossia cosa ricevi, oltre alla fruizione della postazione, in cambio del canone mensile (o settimanale).
E quindi:
- Quali servizi accessori sono previsti?
- Se i servizi accessori vengono meno (ad esempio, la sala relax diventa inaccessibile per due mesi oppure il numero di persone incrementa in misura tale da impedirti di fatto di usare la cucina), cosa prevede il contratto?
Se stai leggendo questo articolo come titolare di un coworking, puoi approfondire il tema dei "servizi accessori" o dei "servizi aggiuntivi" anche tramite un articolo che ho dedicato. Eccolo qui.
3) La protezione della rete wifi nei coworking
È opportuno informarsi se esistono delle modalità che assicurano la protezione da ingressi non autorizzati, la distinzione tra rete guest e rete ordinaria, la responsabilità e gestione di malware attraverso i canali internet..
E quindi:
- C’è un modulo di consegna delle credenziali di accesso?
- Come vengono gestiti gli esterni?
- C’è una policy o regolamento dei sistemi?
4) Il pagamento del canone di una postazione in coworking
È importante prestare attenzione alle modalità e ai termini di pagamento, nonchè agli effetti del mancato pagamento entro i termini indicati nell’accordo.
E quindi:
- Cosa è previsto in caso di ritardo nel pagamento?
- Cosa è previsto in caso di prenotazione della sala riunioni oltre il monte ore stabilito?
- Come vengono gestite le scoutistiche?
5) Il trattamento dei dati personali nei coworking
Non è immediato che a seguito dell’iscrizione al coworking o comunque della sottoscrizione dell’accordo, le persone siano automaticamente iscritte alle newsletter degli uffici, ricevano comunicazioni relative agli eventi interni e/o esterni e pubblicità di altro tipo. Attenzione quindi alle modalità con cui vengono trattati i propri dati personali.
E quindi:
- Hai ricevuto (o consegnato) un’informativa corretta?
- Dove vengono salvati i dati personali dei coworker?
- Qual è la finalità per la quale vengono conservati i dati?
Se sei dalla parte del coworking, sicuramente hai a cuore questo tema. L’ho approfondito in modo verticale su alcuni articoli partendo dal trattamento dati dei coworker, ai ruoli privacy nel coworking e affrontando la violazione della sicurezza dati e data breach negli spazi condivisi.
Ovviamente, se hai bisogno di consulenza legale per i rapporti di lavoro negli spazi condivisi, puoi scrivermi in via diretta.
I coworking per agenzie di comunicazione
Ovviamente, il coworking non è solo per lavoratori autonomi.
Un’agenzia di comunicazione può essa stessa sviluppare un progetto di coworking, mettendo a disposizione degli uffici, organizzando gli spazi e offrendo al potenziale cliente un complesso di servizi che possono rivelarsi molto utili.
Come evidenziato assume quindi notevole rilevanza l’organizzazione delle aree, la gestione degli accessi, l’identificazione dei fruitori della struttura e la conclusione di accordi che consentano lo sviluppo dell’attività, ma che tengano a che conto dei profili di tutela per entrambi i contraenti.
Supporto legale per chi usa o crea un coworking
Puoi quindi aver intuito alcune delle questioni di maggiore importanza quando si inizia a valutare gli aspetti contrattuali e legali di un sistema di questo tipo.
E quindi:
- se stai valutando di fruire di un servizio di coworking ma non hai ancora firmato il contratto
- se sei in team con altre persone e vorresti, magari partecipando a qualche bando, allestire uno spazio di coworking
- se sei un’agenzia di comunicazione e vorresti sviluppare un ramo della tua azienda orientato a queste attività
Legal for Creativity, come sai, supporta i business in fase di avvio occupandosi della gestione contrattuale, sin dall’origine, partendo dalla pianificazione, all’organizzazione, agli aspetti contabili, amministrativi, fiscali e chiaramente legali, anche grazie al supporto dei dottori commercialisti parte del team.
Dicono di noi:
Pubblicato su Matteo TaiettiTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Valentina è un avvocato di talento, con una mente brillante e tanto entusiasmo da trasmettere! Mi sta supportando lato contrattualistica e sono felice del suo contributo al mio studio creativo.Pubblicato su Chiara TrevisanTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Il valore che più riconosco a Valentina è il rispetto del proprio tempo. Grazie a un approccio costruito attraverso la tecnologia, mi sono sentita sempre supportata in ogni step di deposito SIAE, senza investire troppo tempo in lunghe call. La consiglio a chiunque cerchi un avvocato che sappia spiegare in modo semplice e coinvolgere all'interno di uno spazio sicuro. In altre parole, Valentina è umana, efficace ed efficiente.Pubblicato su Dario TiveronTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Sono molto soddisfatto della consulenza e del supporto legale che ho ricevuto dall'avv. Trevisan. Mi ha assistito nella compravendita di un servizio digitale da me sviluppato e nel quale era necessario inquadrare la forma giuridica migliore e redigere di conseguenza il contratto. Nonostante il lavoro sia stato svolto interamente a distanza, la qualità del risultato è stata impeccabile.Pubblicato su Davide BarisonTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Valentina è stata davvero molto brava nel suo lavoro. Avevo bisogno di un contratto per l'ambito di produzione musicale e lei è stata l'unica che è riuscita a darmi tutto il supporto. La sua conoscenza approfondita del settore e la sua attenzione ai dettagli hanno reso l'esperienza estremamente positiva. Ha saputo cogliere le sfumature specifiche del mondo musicale e ha spiegato chiaramente ogni clausola, creando un ambiente di fiducia. La consiglio vivamente a chiunque cerchi un professionista competente e appassionato per questioni legali legate anche alla musicaPubblicato su enrico razzettiTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Sono molto soddisfatto della consulenza legale fornita da Valentina Trevisan in materia di copyright. La sua professionalità e competenza sono state davvero di grande aiuto. Durante la nostra consultazione e collaborazione è sempre stata disponibile, rispondendo prontamente alle mie domande, e trovando sempre una soluzione ai miei dubbi. Ho trovato in lei una persona gentile e appassionata che mi trasmesso molta energia e positività. Consiglio vivamente Valentina Trevisan a tutti i creativi che hanno bisogno di tutelarsi legalmente nel loro lavoro. Con lei siete certamente in ottime mani!Pubblicato su Alberica CervoTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Se potessi dare più di 5 stelle lo farei sia per la professionalità, sia per la capacità di ascolto. Valentina è molto preparata per tutto ciò che riguarda l’ambito creativo e sulle “nuove tecnologie” a tutela di noi creativi. È molto disponibile e sa aiutare e consigliare in maniera ottima! Consiglio di seguire anche il suo blog per rimanere sempre informati!Pubblicato su Antonello RehoTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Professionalità, competenza e precisione. È un vero piacere lavorare con l'Avvocato Trevisan.Pubblicato su Andrea GiolloTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. L' Avv. Trevisan ci ha assistiti con capacità di ascolto e con notevole professionalità.Pubblicato su Beatrice PugniTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Mi sono rivolta a Valentina per la redazione di un contratto che mi tuteli nella mia professione, non così diffusa, di Sporstwear Designer. È stata capace di entrare nelle mie problematiche, farmi le domande giuste, che neanche io mi ero mai posta, e di stendere un contratto ad hoc per la mia situazione. Oltre che per le sue competenze professionali specifiche, consiglio la collaborazione con lei anche per le sue preziose soft skills che hanno trasformato la necessità "gravosa" di consultare un avvocato, in un'occasione di riflessione per la mia professione. Quindi sì, Valentina è una legale per creativi e anche con creatività!Pubblicato su alessandro barison (abitudinicreative)Trustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Molto preparata nelle problematiche legali che riguardano le professioni creative. Il suo blog Legal for Creativity è un punto di riferimento per me e per molti miei colleghi, strumento indispensabile per rimanere aggiornati su tematiche non banali per la nostra professione come copyright e diritti d'autore.Carica di più
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